Viggianello: il borgo che incanta i suoi visitatori
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La Regione Basilicata ha molto da offrire ai suoi visitatori. Va scoperta lentamente, senza fretta, avventurandosi nei piccoli paesini poco conosciuti, ma che riusciranno ad occupare un piccolo posto nel cuore di saprà apprezzarne la bellezza e, soprattutto, l’anima pura ed autentica.

A farne parte del lungo elenco è Viggianello, tra l’atro annoverata nell’elenco dei “Borghi più Belli d’Italia”. Un affascinante borgo medievale situato in provincia di Potenza, immerso in un contesto naturalistico e incontaminato di grande fascino, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino.

Viggianello è soprannominato il “paese delle ginestre”, poiché in primavera si abbellisce di un caldo colore giallo delle ginsetre in piena fioritura.
UN PO’ DI STORIA
I primi insediamenti nel territorio di Viggianello si collocano anteriormente al X sec. con molte ricostruzioni storiche risalenti già al periodo romano, quando il borgo era noto come Castrum Byanelli, un presidio militare situato lungo la via Popilia, una delle principali vie di comunicazione che collegava Roma alla Calabria. Nel corso del Medioevo, Viggianello subì una serie di invasioni barbare e dominazioni le cui influenze storico-culturali determinarono l’organizzazione urbana del borgo, ancora oggi visibili.
I Normanni giunsero nell’XI secolo e a seguire Svevi ed Aragonesi. Con l’arrivo degli Angioini e, successivamente, degli Aragonesi, il destino del paese subì un declino economico e le sue sorti passarono sotto il controllo di feudatari, diverse famiglie nobili, tra cui i Chiaromonte e i Sanseverino che diressero il borgo per più di tre secoli, dal XV secolo fino all’abolizione del feudalesimo nel 1806. Durante il Risorgimento italiano, il territorio divenne teatro di scontri tra i briganti locali e l’esercito piemontese, che cercava di mantenere il controllo della regione dopo l’unificazione del 1861. Molte sono le storie di eroismo e resistenza ancora oggi raccontate dagli abitanti del paese, per mantenere vivo il ricordo delle gesta dei loro antenati.
ORIGINE DEL NOME
Una affascinante leggenda narra di una regina barbara che, di passaggio nella Valle del Mercure, per dissetarsi alle acque del fiume, perse il suo prezioso anello nuziale. Disperata, ordinò ai suoi soldati di setacciare il fiume e dopo ore di ricerche uno dei suoi fedeli soldati, avvistando un bagliore tra le acque cristalline, esclamò trionfante: “Vidi anello, mia regina!”.
La regina, riconoscente, battezzò il luogo con il nome di Vidianello, che si evolse poi nell’attuale Viggianello.

Una spiegazione più plausibile sull’origine del nome, probabilmente, è il riferimento alla coltivazione della vite in epoca romana, e all’evoluzione linguistica del termine Vineanellum.
IL CENTRO STORICO

Il caratteristico centro storico è grazioso e ben conservato. E’ arroccato su uno sperone roccioso del Monte Serra, con case a gradinate, palazzi nobiliari e edifici religiosi che insistono su pittoresche viuzze e piazze, lungo le quali si respira un vero senso di pace.
MONUMENTI
Tra i monumenti, è da non perdere la visita dei numerosi palazzi nobiliari che costellano le vie della città medievale.
Il Palazzo Mastropaolo, risalente al XVII secolo, è uno degli edifici storici più rappresentativi del borgo, a testimonianza dell’architettura gentilizia dell'epoca nel territorio lucano. L'edificio si trova ai piedi del centro storico ed è celebre soprattutto per il suo splendido portone in legno scolpito e dipinto, che rappresenta uno dei dettagli artigianali più ammirati dai visitatori.

Il Palazzo De Filpo, èanch’esso un complesso architettonico di grande pregio storico e nobiliare, situato nel centro storico di Viggianello. Venne edificato alla fine del Settecento dalla famiglia De Filpo, ricchi proprietari terrieri che hanno segnato la vita economica, sociale e culturale del borgo. L’antica dimora si presenta con soffitti alti, ambienti spaziosi e elementi decorativi, oltre a custodire al suo interno una biblioteca e una cappella palatina.

Il Palazzo Caporale, risalente al XVII secolo, impreziosisce con il suo fascino, soprattutto storico, l’antico centro. Fu residenza del dottore Vincenzo Caporale, nato a Viggianello nel 1878 che, dopo la prematura morte della moglie per un male incurabile, si ricorda per i suoi studi e ricerche sul cancro, dedicandone la sua vita. Nel palazzo gli eredi conservano un’ampia documentazione fotografica dei suoi studi.

Dell’imponente CASTELLO medievale restano oggi pochi ma suggestivi ruderi e tracce murarie che dominano il borgo e la Valle del Mercure.
Il primo insediamento fortificato risale al periodo romano. In seguito, i bizantini ne fecero un centro amministrativo, che inglobava il borgo agricolo, che si sviluppò tra i rioni Cella e Ravita. Con la venuta dei Normanni venne costruita la torre a base quadrata e ripristinate le mura di cinta del borgo. Gli Svevi ampliarono la struttura e l’abbelliranno dei fregi tipici dell’arte colta federiciana. Nelle sue stanze, per ben due volte, vi soggiornò l’Imperatore di Svevia Federico II. IIn età angioina ed aragonese, il castello, ampliato, divenne il centro militare ed amministrativo a difesa della Basilicata e una piccola parte della Calabria. Nel sec. XVI i Principi Sanseverino trasformarono la fortezza in palazzo nobiliare.
CHIESE
Le Chiese testimoniano il forte legame del culto, nei secoli, con la storia e l’architettura.

La Chiesa di San Francesco di Paola risale al XV secolo, ed è il santuario dedicato al Santo calabrese patrono del paese. D’ispirazione neoclassica, l’edificio religioso sito nella parte più alta del centro storico, nel tempo ha subito interventi di ampliamento oltre che di restauro. La chiesa è ricordata per la festa tradizionale di fine agosto,"il matrimonio degli alberi", antico rito arboreo celebrato per ringraziare il Santo per la buona annata produttiva e per invocare la fertilità della terra.
Prevede l'unione simbolica di due alberi scelti nel bosco, la "rocca" (che rappresenta la donna) e la "Pitu" (l'altro albero).

La Cappella di Santa Caterina si trova al centro del borgo, ed è dedicata a Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto, seconda patrona del paese. La Chiesa, originariamente di probabile fattezza bizantina, venne ricostruita nel 1634 sotto il dominio della famiglia baronale dei Bozzuto. Al suo interno custodisce Tele risalenti al Seicento e al Settecento, un fonte battesimale in alabastro del Cinquecento e una statua lignea della Santa patrona di epoca rinascimentale.
Gli affreschi e la cripta sotterranea portano la firma dell’artista Alfonso Metallo.

La Cappella della Santissima Trinità è uno dei monumenti storici e religiosi più importanti del paese, situata fuori dalle mura, con una caratteristica cupola d'ispirazione basiliana. Anch’essa di origine bizantina, sorge sul sito di un antico monastero fondato dai monaci italo-greci nel X secolo. Al suo interno sopravvivono ancora preziose tracce di antichi affreschi originari. Nel corso del XX secolo è stata oggetto di interventi di ristrutturazione e recupero.
Il Convento di Sant’Antonio o di Santa Maria di Loreto, rinascimentale, è stato edificato nel XVI secolo dai padri di Collereto su autorizzazione del barone Giovanni Giacomo Sanseverino. A seguito di eventi sismici del 1998 l’intero complesso è stato accuratamente ristrutturato, conservando il portale datato 1656. All'interno della chiesa si trovano una pregevole scultura in marmo bianco della Madonna con Bambino e un antico Crocifisso ligneo.
La Cappella dell’Assunta o Chiesa di Santa Maria dell'Assunta, è sita nella parte alta del paese, affacciata sull'omonima piazzetta. L’edificazione è stata realizzata per volere dei Principi Sanseverino nel corso del XVI secolo. La facciata richiama le linee di un tempio classico, e l’edificio è rialzato di circa un metro rispetto al piano stradale su una piattaforma in muratura.
IL BORGO E LA NATURA
Viggianello resta un esempio di come, nonostante le vicende storiche nei secoli, abbia mantenuto intatta la propria identità. Resta una meta affascinante per le sue bellezze naturali e rigogliose che lo circondano, all’interno del Parco Nazionale del Pollino, con panorami mozzafiato e numerosi sentieri escursionistici attraverso foreste di faggi e pini loricati. Una delle attrazioni principali è la sorgente del fiume Mercure, a valle del borgo, a circa un chilometro e mezzo dal centro storico. Un luogo suggestivo immerso completamente nella natura ed attrezzato di un’area pic-nik .
GASTRONOMIA
A Viggianello la tradizione gastronomica affonda le sue radici nella cultura contadina, con piatti dai sapori semplici e genuini di una volta che, armonizzati con spezie, danno vita ad un’autentica arte culinaria.

Tipico primo piatto è la “Rappasciona”, un'antica zuppa a base di fagioli bianchi, mais e cereali, annoverata tra le diete vegane. Tradizionalmente viene preparata la notte di Capodanno come simbolo di benedizione della famiglia.
Ottimi gli insaccati, dal sapore deciso e coinvolgente, e pregiate le carni di animali cresciuti nei verdi pascoli. E poi tante delizie naturali come funghi di varie specie, castagne, fragoline, lamponi, consumate fresche o utilizzati per dar vita a squisite confetture e liquori artigianali.
ECONOMIA
L'economia del borgo di Viggianello si fonda da secoli, principalmente, sull'agricoltura e sull'allevamento di bestiame. Il patrimonio culturale di Viggianello comprende anche la lavorazione artigianale del legno.
Da tempo si è aggiunto il turismo, che è in costante crescita. Il paese punta, infatti, molto sulle risorse naturalistiche per attrarre escursionisti e visitatori, ma anche sulla sua ricca storia e le tante attività da svolgere, che elencano tale luogo tra le mete turistiche più ambite della Basilicata. Le diverse attività sono seguite e organizzate dalla Pro Loco, con le finalità di promuovere e valorizzare le ricchezze storiche, culturali, ambientali e folcloristiche di questo incantevole angolo di Basilicata, oltre a preservare le tradizioni secolari, per vivere appieno l’atmosfera genuina di questo borgo antico.
Un contesto assolutamente naturalistico si presta per meravigliose passeggiate, e per le tante attività sportive all’aria aperta. Arrampicate soprattutto presso la frazione “Pietreliscie”, equitazione o passeggiate a cavallo, pesca, canoa e percorsi divertenti all’interno del fiume Mercure, a bordo di una ciambella monoposto chiamata “tube”.

Una esperienza unica è l’attività dell'acqua trekking, sempre nel fiume Mercure, che richiede un minimo di allenamento fisico, con una scelta di percorsi adeguati al proprio livello di preparazione e comunque sempre accompagnati e assistiti da Guide e Istruttori certificati.
EVENTI E TRADIZIONI
Molti sono i visitatori del borgo che, curiosi, si lasciano incantare anche dalla tradizione e dalla devozione popolare.

A Viggianello sopravvivono, infatti, rituali antichissimi propiziatori, come quello del Ballo dei “cirii”, un rituale legato al raccolto e alla fertilità dei campi, del “falcetto” e del traino della “cuccagna”, affascinante rito arboreo.
La Sagra dei Falò si svolge, il 19 marzo e 2 aprile, nelle piazze del centro storico e delle frazioni dove vengono bruciate fascine di legna, in segno di buon auspicio per una primavera feconda.
La settimana dopo Pasqua e l’ultima domenica di agosto, viene organizzata la Festa di San Francesco di Paola, Patrono di Viggianello, che viene celebrato con il rituale dell’albero, di evidente origine pagana. Gli uomini, per alcuni giorni si recano nei boschi alla ricerca degli abeti (pitu) o dei cerri da tagliare, trasportare su un carro trainato da una coppia di buoi e infine innalzare nel centro del borgo, tra processioni con la statua del santo, canti, balli e musiche della banda del paese.

Anche la festa della Madonna del Carmelo, la terza domenica di agosto, è legata al raccolto del grano e alla fertilità dei campi. I fedeli offrono alla Madonna i “cirii”, covoni di legno ricoperti di grano e decorati con nastri colorati su cui si appendono galline o conigli, e si balla con la falce, danza rituale che risale al culto pagano di Giunone.
Di sicuro, ogni momento dell’anno è quello giusto per scoprire questo piccolo angolo di paradiso della Basilicata!
Evelina Giordano
Giornalista/
Blog “Ovunque Puglia”




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