Alla scoperta dei Castelli in Basilicata, nelle province di Potenza e Matera
(SECONDA PARTE)

Il Castello Caracciolo è sicuramente tra i castelli più importanti nel cuore della Basilicata, una fortezza medioevale che domina il centro storico di Brienza un caratteristico borgo lucano in provincia di Potenza, sulla Valle del Melandro.
Attorno al maniero, che svetta maestosamente dall’alto perfettamente conservato, si avvolgono un centinaio di case e casette aggrappate alla roccia scoscesa formando uno scenario unico. La sua posizione certamente strategica permetteva il controllo del territorio circostante e, soprattutto, delle vie tra Tirreno e Ionio.
Le origini del maniero risalgono all’epoca longobarda quando esistevano i primi insediamenti fortificati sul colle, per poi subire diverse stratificazioni, dovute alle tante e rispettive dominazioni, che accompagnano il visitatore attraverso la storia, avvolgendolo in un’atmosfera di mistero e bellezza. Infatti, un segno inconfondibile dell’ampliamento e della trasformazione per mano angioina, lo si riscontra nel mastio cilindrico e nella semi-torre circolare, nel mezzo della cinta muraria. Ma il vero momento di gloria della storia del castello inizia nel XV secolo, quando la nobile e potente famiglia Caracciolo di Napoli acquisisce il feudo, tramutando la roccaforte in una residenza lussuosa, con affreschi e stemmi.
Una visita presso il Castello Caracciolo lascia senza fiato. Su pianta quadrangolare con quattro bastioni d’angolo, rinforzati da torri merlate, si sviluppa per circa tremila metri quadri di superficie, tra il piano terra e il primo piano, con circa 365 stanze, una per ogni giorno dell’anno. Mentre il secondo piano è ricavato in un sottotetto. Una lunga scalinata in pietra, a cielo aperto, porta ad un terrazzo a terrapieno in corrispondenza dell’ingresso principale. Un documento storico del 1625 testimonia come il mobilio dell’arredo fosse finemente scolpito nel legno di noce, non per sfarzo, ma per trasmettere un senso di calore e di benessere quotidiano. Il vero comfort è invece rappresentato da un forno, una lavanderia e una cisterna d'acqua, completandosi con il silenzio e la spiritualità di una cappella privata.
La storia del castello è stata segnata profondamente da due catastrofi sismiche. Il sisma del 1857 causò crolli significativi e gli eredi della famiglia Caracciolo, non avendo le risorse economiche necessarie, abbandonarono progressivamente il maniero. Il recente terremoto dell’Irpinia, nel novembre 1980, provocò il crollo della parete est e della parete sud del castello, rischiando di farlo scomparire per sempre dalla storia.
Il Comune di Brienza di seguito ha acquisito la proprietà avviando un radicale restauro conservativo, un’impresa che rappresenta uno straordinario esempio di recupero del patrimonio culturale italiano. Oggi, il castello è visitabile contattando la Proloco e, secondo un’antica tradizione, di sera viene illuminato, creando un contesto magico e incantevole che non lascia indifferenti a quanti lo osservano.

Il Castello di Monteserico è una imponente fortezza medievale situata sul Monte Serico, a pochi km da Genzano di Lucania, in provincia di Potenza. Un tempo faceva capo all’omonimo borgo di Monteserico, terra di frontiera scomparsa nel secolo XV.
Edificato con funzioni di presidio difensivo, la sua posizione di “sentinella solitaria” lo rendeva sicuro e imprendibile. Dall’alto della valle del Bradano è affacciato a strapiombo per tre lati rocciosi, e con il lato orientale protetto da un profondo fossato, attraversabile solo tramite un ponte. Inserito nell’ambito di un sistema difensivo basato di comunicazione tra le fortificazioni, sorvegliava il transito sulla via Appia, guardando sino all’orizzonte infinito per avvistare eventuali incursioni nemiche.
La sua origine è bizantina, ampliato successivamente in età normanna. Ma fu l’imperatore Federico II di Svevia ad amare profondamente tale roccaforte, e ad ampliarla ulteriormente in segno della sua rilevanza strategica, conferendogli al contempo un assetto più moderno.
Nei secoli successivi, tra le mille vicissitudini, il castello perse la finalità difensiva militare diventando una residenza nobile. La proprietà del feudo passò nelle mani di numerose famiglie, ognuna delle quali ha lasciato un’impronta nella storia del maniero. Tra queste la storia ricorda la figura della signora Aquilina di Monteserico, che, agli inizi del 1300, si impegnò nella fondazione del Convento delle Clarisse di Genzano, sotto il titolo di Santa Maria Annunziata.
Il tempo e l’incuria dell’uomo per anni ha portato il Castello in uno stato di totale abbandono. Solo nel 1989, con l’acquisizione da parte del Comune di Genzano e grazie ad interventi privati il monumento è rinato con lavori di consolidamento e restauro, conclusi tra il 2008 e il 2012.
Oggi, il Castello di Monteserico, solitario tra campi di grano e prati verdi, è un vero tesoro rappresentativo della lunga storia della Basilicata. Si presenta rinnovato, capace di coniugare il fascino della sua storia con l'estetica valorizzata. Dalle forme squadrate, è costruito in pietra chiara, su pianta trapezoidale centrale è affiancato da due alte torri angolari quadrate, e protetto da un fossato con al di sotto grotte preistoriche. L’esterno è impreziosito da un rosone decorato a raggi, e sulle facciate non si può fare a meno di apprezzare archetti, bifore e trifore. Attraverso una scala, dalla corte interna, si può accedere nelle antiche sale con possenti volte in pietra, tra cui, la sala del trono quasi del tutto restaurata.
Ci si incanta ad osservarlo, scorgendo quel legame profondo e incontrastato con il paesaggio che lo circonda, custodendo nel suo intimo secoli di storia, di dominazioni, di battaglie e rinascite.
Sono possibili le visite contattando la Proloco di Genzano.

A dominare l’intera valle del Bradano è il Castello del Malconsiglio, nel centro dell’antico borgo Miglionico, in provincia di Matera.
Di importante rilevanza storica, la struttura venne costruita tra l’VIII e il IX sec. d.C., con funzioni di presidio strategico. Nel corso dei secoli ha subito importanti fasi di ristrutturazione e ampliamento, che gli hanno conferito l'attuale forma a parallelogramma circondata da sei torrioni difensivi e suddivisa in diversi livelli, tra cui la celebre sala inferiore con volte a crociera e archi.
Ha attraversato la proprietà di diverse famiglie nobiliari del Mezzogiorno tra cui, per citarne qualcuna, gli Orsini del Balzo, i Sanseverino principi di Bisignano, i Pignatelli, i Caracciolo di Melfi, gli Acquaviva e i Revertera duchi di Salandra. Il maniero custodisce, soprattutto, la memoria di un evento cruciale, legato alla sanguinosa vicenda del 1485, “la Congiura dei Baroni” contro il re del Regno di Napoli Ferdinando I D’Aragona, detto Ferrante, e suo figlio Alfonso duca di Calabria.
La Sala del Malconsiglio fu sede, infatti, della riunione storica finalizzata ad una falsa pacificazione tra una potente classe dirigenziale e il sovrano, per non permettere allo stesso di apportare modifiche politiche che avrebbero decretato la fine del loro potere feudatario. L’astuto re Ferrante finse di accettare le richieste dei Baroni per poi consumare successivamente la sua vendetta, arrestando e giustiziando gran parte dei congiurati, tra cui il principe di Taranto Giovanni Orsini del Balzo.
Da questo drammatico consiglio e dalle trame concertate tra le sue mura che videro la vittoria del re di Napoli, il maniero ha preso il nome di "Castello del Malconsiglio”.
Oggi, il castello è un monumento visitabile aperto tutto l’anno, nel cui interno vengono svolte numerose manifestazioni culturali. Ospita percorsi multimediali che guidano nel racconto di accadimenti storici molto affascinati, compresa l’intricata vicenda che si consumò all’interno del castello del Malconsiglio.
Evelina Giordano
Blog “Ovunque Puglia”




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