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Alla scoperta dei Castelli in Basilicata, nelle province di Potenza e Matera

22 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

(PRIMA PARTE)


La Basilicata è bagnata dal Mar Tirreno a ovest e dal Mar Ionio a est, un tempo punto d'incontro fondamentale e strategico per popoli, culture e rotte commerciali.

Ma è anche una regione protetta da cime montuose, circa il 47% del suo territorio definibile, quindi, “privilegiata” per la straordinaria varietà della natura. Ma a caratterizzarla è una storia ricca di millenni di civiltà e culture raccontate dai suoi borghi antichi e dai suoi castelli. 

Si, perché la Basilicata è anche terra di splendidi manieri medievali e roccaforti federiciani, ognuno con un proprio vissuto e un proprio fascino, vere perle architettoniche avvolte da panorami mozzafiato. Luoghi dove il tempo sembra essersi fermato e che aspettano di essere scoperti, attraverso un viaggio esperienziale tra storia, leggende e curiosità.

Non risulta un censimento ufficiale pubblicato da cui si evinca un numero preciso di castelli. Qualche documento storico parla di oltre cento tra fortificazioni, torri medievali, ruderi e palazzi baronali tra le province di Potenza e Matera. Ovviamente ci sono delle strutture fortificate integre, meglio conservate o riqualificate, dal punto di vista architettonico che, rispetto ad altre, non passano certamente inosservate anche per la storia dei luoghi che le ospitano.


Melfi
Melfi

Passeggiare per Melfi, meraviglioso borgo posto alle pendici del Monte Vulture, in Provincia di Potenza, è possibile emozionarsi alla vista di uno tra le più importanti strutture fortificate e meglio conservate dell'Italia meridionale, il Castello medievale di Melfi.

Castello medievale di Melfi
Castello medievale di Melfi

Edificato alla fine dell'XI secolo dai Normanni, il castello di Melfi è un simbolo storico e architettonico della Basilicata, in quanto sede dei diversi e importanti Concili papali e del Trattato di Melfi del 1059. Quest’ultimo un accordo politico e militare tra papa Niccolò II e i capi normanni dell'Italia meridionale, Roberto d'Altavilla e Riccardo I di Aversa, finalizzato alla protezione della Chiesa e alla sicurezza dei territori del Mezzogiorno. 

In epoca sveva il Castello di Melfi fu residenza preferita dell’imperatore Federico II di Svevia dove, nel 1231, promulgò le famose Costituzioni di Melfi che regolamentavano la vita sociale ed economica e la riorganizzazione del Regno delle due Sicilie.

Durante le dominazioni Angioina ed Aragonese, l’edificio venne più volte modificato ed ampliato fino ad essere trasformato in residenza abitativa dei Caracciolo e dei Doria, che ne mantennero il possesso fino al XX secolo, prima della donazione allo Stato avvenuta nell’anno 1952.

La struttura vanta ben 10 torri imponenti, di cui sette rettangolari e tre pentagonali, e diversi ingressi fortificati. All’interno, il palazzo baronale conserva il cortile principale, la cappella nobile e ospita il Museo archeologico nazionale, dedicato a Massimo Pallottino. Comprende una vasta e varia esposizione di reperti che raccontano la storia del territorio dalla preistoria all'età romana e medievale, tra cui spicca il celebre Sarcofago di Rapolla, un pregiato manufatto di marmo di epoca romana.

 

Lagopesole
Lagopesole

Il Castello di Lagopesole, frazione di Avigliano in provincia di Potenza, risulta essere stato realizzato in età sveva, su preesistenze normanne. Rappresenta anch’esso uno dei più significativi esempi di architettura militare e residenziale dell’Italia meridionale.

Castelo di Lagopesole
Castelo di Lagopesole

L’imponente ed elegante fortezza, manomessa può volte da interventi successivi, è di pianta rettangolare e si compone di due corpi di fabbrica, uno residenziale e l’altro di carattere militare, con torri angolari e due cortili interni, uno maggiore e l’altro minore. Al centro del cortile minore è collocato un robusto torrione quadrato, il donjon, che contiene all'interno due ambienti, quello a livello superiore dotato di servizi igienici e un vano inferiore dotato di cisterna. Nel salone del piano superiore, noto come “salone dell’imperatore”, si possono ammirare le raffinate sculture dei capitelli e delle mensole di sostegno delle originarie coperture.

Nel corso dei secoli la struttura militare ha conosciuto altre diverse fasi di utilizzo e di proprietà.

Nel 1531 entra a far parte dello Stato di Melfi,

nell’Ottocento fu rifugio dei briganti capeggiati da Carmine Crocco, successivamente diventa feudo dei Doria e solo nel 1969 viene donato allo Stato.

Attualmente, ospita un “Museo Narrante” con prestigiose iniziative culturali, in particolare la rappresentazione “Il Mondo di Federico II” che, con effetti scenici straordinari, racconta la vita di corte al tempo dell’Imperatore Svevo.


Venosa
Venosa

A Venosa, in provincia di Potenza, nota come "città oraziana" per aver dato nel 65 a.C. i natali al poeta latino Orazio, insiste il Castello Aragonese, uno storico edificio fortificato. E’ stato costruito, tra 1460 e 1470, dal duca Pirro del Balzo durante il periodo della dinastia aragonese, ed è sito su una preesistente basilica di tipologia romanica, sulla base di un nuovo progetto di fortificazione intorno alla cittadina di Venosa.

Castello Aragonese di Venosa
Castello Aragonese di Venosa

La maestosa struttura domina il centro storico e la Piazza Umberto I, con le sue quattro torri cilindriche, che segnano gli angoli della pianta quadrangolare, un profondo fossato e un ampio cortile circondato da una loggia rinascimentale. Al primo piano si trovano le stanze della Biblioteca comunale, e due saloni di rappresentanza con il soffitto decorato da soggetti allegorici del 1700.

Il piano interrato ospita il Museo archeologico nazionale che custodisce reperti e documentazione di età romana, tardo antica e altomedioevale della cittadina di Venosa.

La strada di fianco al Castello introduce nella città antica, dove partono una serie di portici caratteristici con dentro negozi di prodotti tipici, e cantine del famoso vino aglianico.

 

Moliterno
Moliterno

La storia ddel borgo di Moliterno, in provincia di Potenza, ruota attorno alle mura del possente Castello che domina il centro storico, affiancato dalla settecentesca Chiesa Madre.

Differenti ipotesi riguardano l’edificazione dello stesso. La più probabile è quella che riporta all’età angioino-aragonese, anche se l’elemento più antico è la Torre merlata a tre piani sormontata da merli guelfi quadri, edificata dai Longobardi a scopo protettivo dai Saraceni. 

Castello di Moliterno
Castello di Moliterno

La struttura sarebbe stata poi modificata ed ampliata, con la costruzione anche della torre quadrata, ad opera dei normanni. Una volta entrati, si può ammirare un immenso cortile circondato da un muro di cinta e sulla facciata una serie di archi che formano un loggiato cinquecentesco.

I momenti di massimo splendore il castello di Moliterno li visse sotto la signoria di Anna Carafa, viceregina di Napoli, e dei Pignatelli. 

Oggi il Castello medievale, è stato dichiarato “Monumento d’interesse nazionale” e la sua struttura e la sua lunga storia di dominazioni fanno intuire la ricchezza e dinamicità della vita del borgo antico di Moliterno. Oltre ad eventi culturali la fortezza medievale è sede di “turismo matrimoniale”.


Brindisi di Montagna
Brindisi di Montagna

Il Castello Fittipaldi è un imponente fortezza situata a Brindisi di Montagna, in provincia di Potenza, un piccolo paese lucano del III sec. a.C.

La struttura medievale troneggia su un alto sperone roccioso, da cui domina l'alta Valle del Basento, in cui scorre l’omonimo fiume.

Castello Fittipaldi
Castello Fittipaldi

La costruzione risale al periodo normanno-svevo, 1240 per la precisione, come attestato dagli “Statuta Officiorum” emanati da Federico II di Svevia. 

Nato originariamente come presidio militare e di controllo del territorio, oltre che per funzioni civili, sociali ed economici, l’edificio è diviso in due corpi principali collegati tra loro, con accanto un’alta torre usata per gli avvistamenti nemici.

Nel corso dei secoli, ha perso la prima vocazione di fortezza difensiva, subendo notevoli trasformazioni ad opera degli angioini che succedettero agli svevi. Assunse le caratteristiche di dimora di famiglie nobili e dei feudatari succedutisi nella proprietà, tra i quali i Sanseverino, i D’Erario, gli Antinori, i Battaglia ed infine i Fittipaldi che lo donarono al Comune di Brindisi di Montagna agli inizi del 1900.

Dopo un accurato restauro conservativo, ai fini di restituire vita all’antica struttura, è stato riaperto al pubblico ai fini culturali e turistici. All'interno ospita, infatti, una Biblioteca con percorsi museali che raccontano la lunga storia del territorio oltre alle tante leggende del luogo.

Tra l’altro il visitatore può godere della vista panoramica sulla vallata circostante.

 

 Evelina Giordano

Blog “Ovunque Puglia”

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