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Vico del Gargano, borgo dell’amore tra gli agrumi. Storia e tradizioni.


Nella lista dei “Borghi più Belli d’Italia e’ annoverato il suggestivo Vico del Gargano, in provincia di Foggia, un piccolo centro con le sembianze di un presepe vivente, appoggiato sulle colline del Gargano. Tanto verde ed aria pura proveniente dalla vicina Foresta Umbra, cuore del Parco Nazionale del Gargano che, grazie alla ricca e varia vegetazione, offre a tutto il territorio estati fresche. Vico è conosciuto come il “borgo dell’amore” e il suo Patrono è San Valentino, celebrato il 14 febbraio durante l’evento Terrarancia”, scelto come protettore degli agrumeti di Vico del Gargano, oltre che degli innamorati.

In tale circostanza la tradizione vuole che le coppie debbano attraversare lo strettissimo “Vicolo del bacio” e bere il succo ricavato dai frutti benedetti dal Santo, arance e limoni, affinché si esaudiscano i desideri legati a gioia e serenità. La ricorrenza è un’ottima occasione per promuovere il turismo e le tradizioni culturali del borgo, tra cui l’enogastronomia il cui emblema è la “paposcia”.

Le prime testimonianze di questo gustoso pan-focaccia, di cui i turisti vanno matti, risalgono al XVI sec. e narrano di come una striscia di massa, la cui forma lunga e schiacciata fa pensare ad una pantofola, venisse utilizzata per verificare se la temperatura del forno a legna fosse ideale per la cottura del pane. La paposcia restava in forno solo pochi minuti e non veniva buttata, ma condita con olio e formaggio fresco locale. La presenza dell'uomo nel territorio di Vico risale ad epoche remote, come testimoniato da siti paleolitici e neolitici sparsi un po' ovunque. Ma le origini della cittadina di Vico del Gargano risalirebbero al 1333, sotto il dominio dei normanni o, come racconta la storia, ad opera di slavi venuti dalle coste orientali dell'Adriatico nel 970, in veste di conquistatori e liberatori dei vari territori sparsi sul Gargano dalle furie saracene.

Il centro storico, di origine medioevale, è un labirinto di vicoli stretti, in un continuo saliscendi che collegano stradine e piazzette.

Tra gli edifici e i monumenti più caratteristici, spicca il Castello normanno, attorniato da cinta muraria che, nei secoli, ha visto alternarsi diverse dinastie.










La fortezza venne ampliata in epoca sveva da Federico II, che ne fece un territorio di caccia favorendone la rinascita. La grande devozione religiosa dei vichesi è testimoniata dalla presenza di numerosi edifici religiosi, difficile da menzionare tutti.

Si consiglia una visita presso la Chiesa Matrice, il luogo di culto più antico di Vico del Gargano, dedicato alla Beatissima Vergine Assunta, con all’interno undici altari barocchi. Non da meno sono la Chiesa di San Giuseppe dove è esposta la statua lignea del Cristo Morto e la Chiesa del Purgatorio, ricca di marmi colorati, con un prezioso altare e alcuni dipinti celestiali. La sede dell’antica Accademia degli “Eccitati Viciensi” è ospitata nella Chiesa di S. Maria del Suffragio, una sorta di congrega dove un tempo gli aderenti discutevano di questioni sociali ed economiche. Da non trascurare la visita presso l’antichissimo frantoio, il “Trappeto Maratea”, risalente al XIV sec., attualmente sede del “museo etnografico”. Al suo interno, sono conservati attrezzi da lavoro di antica vocazione contadina, come le macine, le presse di legno e i torchi ricavati nella roccia, oltre ad una immensa collezione di utensili.

Il territorio di Vico comprende la piccola frazione balneare di San Menaio, tra Rodi Garganico e Peschici. Nonostante le sue piccole dimensioni è una zona turistica molto frequentata, caratterizzata da ampie spiagge dorate, da numerosi aranceti e da pinete di Pino d’Aleppo. Tra quest’ultime spicca la secolare Pineta Marzini che delimita una delle spiagge più belle del Gargano, la Baia di Calenella, lunga e ambrata dominata dal Monte Pucci. Lungo la costa, sono da ammirare l’imponente Torre dei Preposti o dei Doganieri situata presso San Menaio, e la dominante Torre di Monte Pucci, le antiche torri di avvistamento costruite per controllare le incursioni dei nemici saraceni. In prossimità di Torre di Monte Pucci sono situati tre trabucchi da pesca, quegli antichissimi strumenti da pesca molto diffusi sulle coste garganiche, tutelati dal Parco Nazionale del Gargano, e recentemente candidati dalla Regione Puglia fra i beni immateriali Unesco. Tra Vico e Peschici si trovano numerosi siti archeologici, non del tutto inesplorati, da cui sono emerse tombe e oggetti vari che testimoniano il passaggio di molte civiltà, ognuna delle quali ha lasciato il proprio segno. Una zona sacra e misteriosa di Vico è la Necropoli di Monte Pucci dove, tra una natura rigogliosa e un panorama senza eguali, si celano una trentina di ipogei paleocristiani, ambienti un tempo designati al culto dei morti. Tutt’intorno al borgo di Vico vive un incantevole scenario ricco vegetazione che attira gli amanti di trekking, o semplici escursionisti a piedi, in bici o cavallo. Sentieri, più o meno lunghi e di rara bellezza, attrezzati con aree di sosta, che portano alla riserva naturale della Foresta Umbra, “regno della biodiversità”.

La zona di Vico é ricca di acque sorgive che irrigano gli agrumeti, da secoli elemento identitario del borgo, unitamente all’olio extra vergine ottenuto dalla lavorazione di olive provenienti dagli antichi uliveti delle alture della Foresta Umbra. Se vi recate a Vico del Gargano, non dimenticate di assaggiare la “paposcia”, oggi Presidio Slow Food, che troverete in tutte le pizzerie, i panifici o supermercati del territorio, e potrete farvi farcire con la combinazione di ingredienti genuini locali a voi più graditi.


Evelina Giordano Giornalista/Pubblicista n.13138/ 2009 cell. 328 6155042 Blog “Ovunque Puglia”www.ovunquepuglia.com


Articolo pubblicato da "Ovunque Puglia", di Evelina Giordano, su il Quotidiano “L’Edicola del Sud” – di Puglia e Basilicata, in data lunedì 13 marzo 2023, nella sezione LA PUGLIA TUTTA PER TE.




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