Turi: storia arte e prodotti tipici nel cuore dell'entroterra bareseTuri: storia arte e prodotti tipici nel cuore dell’entroterra barese
- Evelina Giordano
- 24 ore fa
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TURI
Nel cuore dell’altopiano della Murgia barese sorge un borgo ricco di tradizioni e bellezze naturali, Turi. La sua posizione è strategica, poiché dista a pochi chilometri da Alberobello e da Polignano a Mare, quindi circondato da colline e da mare, lo splendido Adriatico. L’origine del borgo è antichissima e vale la pena approfondire anche la sua storia.
STORIA
Le prime abitazioni umane risalgono al neolitico come testimoniano numerosi ritrovamenti nei pressi dell’attuale centro abitato, tra cui villaggi di capanne, frammenti di ceramica e materiali dell'età del bronzo e del ferro. Turi, sita sui resti di una cittadina peuceta, è citata dallo storico latino Tito Livio con il nome di “Thuriae”. Interessanti reperti tombali in oro, argento e ambra dell’epoca peuceta sono custoditi nei musei di Taranto, Conversano e Bari. In epoca antica Roma, la cittadina di Turi sembra essere stata del tutto abbandonata per ritrovarla poi, nel suo splendore, in epoca medioevale. L’alternanza delle dominazioni nel corso dei secoli, tra normanni e bizantini, le hanno lasciato in eredità importanti opere tra palazzi nobiliari e stupendi edifici religiosi.
CENTRO STORICO

Il borgo antico conserva ancora l’aspetto tipico dei centri mediterranei, case piccole e muri bianchi di calce, viuzze strette, caratteristici “sottani” e edicole votive. Sulle stradine in pietra insistono anche antiche chiese e palazzi nobiliari da visitare. Ciò che cattura maggiormente è l’atmosfera autentica, che crea un forte legame tra passato e presente. I cittadini accoglienti sanno far sentire i visitatori al pari di abitanti del borgo, offrendo loro autentici soggiorni in storiche dimore ristrutturate, destinate anche alla ristorazione.
EDIFICI RELIGIOSI

La Chiesa Matrice di Turi è dedicata a Santa Maria Assunta, anch’essa sita nel centro storico, ricostruita nei primi del Settecento. Si distingue per la raffinata facciata neoclassica all’esterno e le ricche decorazioni all'interno. Il sontuoso altare maggiore custodisce il fonte battesimale di epoca rinascimentale con due splendide sculture, la “Vergine col Bambino e la Trinità”, attribuite al famoso artista rinascimentale Stefano da Putignano. Sempre all’interno si segnalano le tele del Settecento napoletano come la raffigurazione dell'Assunta posta sull'altare maggiore e la cappella privata dei baroni Moles.

La Chiesa di San Rocco, o Cappellina, a due cupole, è una delle chiese più rappresentative di epoca medioevale. Realizzata con conci di pietra, è una struttura a forma di piramide ricoperta dalle tipiche chiancarelle, come quelle utilizzate per la realizzazione dei trulli di Alberobello. Sulla cima svetta un tipico campanile a vela cuspidato. La rappresenta un bel portale rinascimentale, del 1505, che riporta in alto la dedica a San Rocco.
Fuori dal centro abitato si incontrano la Chiesa e la Grotta di Sant’Oronzo.
La Chiesa fu eretta nella prima metà del ‘700 per volere dei cittadini e dei Frati francescani a seguito della scoperta, nel 1658, di una grotta carsica dedicata poi allo stesso Santo. Nella grotta si accede attraverso un imponente scalone che raggiunge la profondità di circa 12 mt. All’interno si può ammirare un antico altare in pietra del Settecento, poggiato su un prezioso pavimento in maiolica di Laterza.
Una leggenda racconta che in questa grotta Sant’Oronzo si rifugiò per sfuggire alle persecuzioni degli antichi romani contro i cristiani, ai quali predicava e amministrava l’eucarestia.
Per gli amanti delle Chiese, il tour può completarsi con una visita presso la Chiesa di San Giovanni Battista, un pò fuori dal borgo. Eretta nella seconda metà del Cinquecento per volere della nobile famiglia storica “Moles”, è dedicata al culto di San Giovanni Battista, compatrono di Turi insieme a Sant’Oronzo.
All’interno si trova il seicentesco crocifisso ligneo, opera attribuita a Fra Angelo da Pietrafitta.

A fianco della Chiesa di San Giovanni Battista, dal 1892 svetta la Torre dell’Orologio in stile Liberty, recentemente restaurata. Costruita dal mastro scalpellino Giuseppe Schettini, a torre fu realizzata su progetto dell’arch. Sante Simone. Si apprezza l’importanza del meccanismo dell’orologio della premiata fabbrica del Cav. Alfonso Sellaroli.
MONUMENTI
Tra i principali edifici storici è da menzionare il Palazzo Marchesale, oggi con destinazione civile ma nato originariamente come castello normanno fortificato, del quale conserva ancora alcuni elementi architettonici.

Il Palazzo Marchesale, già “Castello Moles”, venne poi ristrutturato nel Cinquecento dal barone spagnolo Francesco Moles, che nella seconda metà del Settecento lo vendette al marchese Ottavio Venusio di Matera. Ancora una volta rimaneggiato, oggi conserva dettagli barocchi.
Turi è nota anche per il suo legame con due personaggi storici di grande spessore, Antonio Gramsci e Sandro Pertini, entrambi detenuti nel famoso carcere durante il fascismo. L’edificio penitenziario, sorto alla fine dell'Ottocento su un Convento degli Scolopi, a seguito dell'Unità d'Italia, fu inizialmente destinato a cura per minorati psichici e fisici e successivamente convertito in un duro Istituto di reclusione.
TURISMO E ECONOMIA
Pur non essendo un borgo di grandi dimensioni, Turi attira i visitatori per diversi interessi nell’ambito del turismo culturale. Sicuramente ne fa parte l’aspetto gastronomico ricco e genuino, legato alle antiche e profonde tradizioni agricole del borgo, che si possono gustare nelle masserie e bracerie del tipico centro storico.
E’ da evidenziare che Turi è particolarmente famosa per essere un centro di produzione italiana, nonché di importante esportazione, della “ciliegia Ferrovia”, un particolare tipo di ciliegia così detta poiché il primo albero sorse proprio a pochi metri dai binari del treno.

Al gustosissimo prodotto, dalla forma a cuore e dal colore rosso rubino, ogni anno nel mese di giugno, viene dedicata nel centro storico una splendida sagra, nel corso della quale e’ possibile gustare la varietà delle ciliegie presso stand enogastronomici, e godere, inoltre, di musica dal vivo e mostre culturali.
Turi è nota anche per la produzione millenaria di vini pregiati, come il celebre Primitivo, e per le sue rinomate aziende olearie di alta qualità. La sagra enogastronomica, “Bacco per Bacco”, dedicata al vino primitivo e ai sapori dell’autunno, in genere si svolge nel mese di ottobre.
EVENTI RELIGIOSI E POPOLARI

Uno su tutti sono i festeggiamenti dedicati al Patrono Sant’Oronzo, nel mese di agosto, che iniziano con la “Fiera della lana e del bestiame” e si concludono dopo sette giorni circa con una serie di eventi religiosi e spettacoli culturali. Molto suggestiva è la processione seguita da numerosi pellegrini. Il 25 agosto i fedeli in preghiera accompagnano il Santo eretto sul Carro trionfale, dalla Chiesa Madre alla periferica Chiesa di Sant'Oronzo alla Grotta, attraversando in piena notte il viale del cimitero comunale. I festeggiamenti, nei giorni a seguire, prevedono la partecipazione di cavalcate in abiti storici, di sbandieratori e di autorità civili e militari. In onore di Sant’Oronzo è prevista anche una gara di fuochi pirotecnici e concerti di musica leggera.
Evelina Giordano
Blog “Ovunque Puglia”




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