L’incantevole borgo di Acerenza, alla scoperta di autentiche tradizioni e bellezze naturali
- Evelina Giordano
- 21 feb
- Tempo di lettura: 7 min

Nella meravigliosa Basilicata, attorniata da austere montagne e bagnata da due mare cristallini, Tirreno e Ionio, troviamo l’incantevole "Acerenza", un amabilissimo borgo consigliato per un viaggio alla scoperta di autentiche tradizioni e bellezze naturali.
E’ noto per aver partecipato nel 2018 al concorso televisivo "Il Borgo dei Borghi", come “Città della Cattedrale”.
Dalla storia millenaria, è stato assoggettato nei secoli a dominazioni longobarde, bizantine, normanni, sveve, angioine e aragonesi che hanno lasciato una ricca eredità in temini di tradizioni e monumenti. Circondato da una cinta muraria difensiva a 800 mt. dal livello del mare, è capace di regalare alla vista panorami spettacolari tra le valli potentine.
BREVE STORIA
Le origini del borgo si perdono nella notte dei tempi, dalle prime tribù degli Osci che la abitarono, come testimoniato da diversi ritrovamenti archeologici ma, la vera storia di Acerenza, come cantata dall’antico storico latino Orazio, ci riporta all’epoca romana e alla conquista da parte del console Giunio Bubulco nel 318 a.C. prima, per poi divenire municipio nel 210 a.C. per mano del Console Levinio.
Con la caduta dell’Impero romano, Acerenza fu conquistata dai Goti e più tardi dai Longobardi che la fortificarono con la costruzione di un imponente castello fortificato. Per la sua posizione strategica e di collegamenti, tra la via Appia-Traiana e la via Erculea, Acerenza fu contesa per decenni. Il periodo più florido per il borgo è testimoniato tra la fine del VII e gli inizi del XII secolo, sia sul piano religioso che amministrativo.
Con la conquista da parte dell’esercito bizantino nel 978 d.C. fu imposto il rito orientale, greco ortodosso, che durò per circa 80 anni, fino all’arrivo della dominazione normanna e sveva che riguardò tutto il mezzogiorno d’Italia.
Dagli Angioini passò sotto il dominio degli Aragonesi e, nel 1476, il sovrano Ferdinando di Borbone, Regno delle due Sicilie, la resa città libera e demaniale donandole un nuovo stemma come riconoscimento alla fedeltà. Nel 1479 fu acquistata dalla famiglia Ferrillo, e precisamente da Matteo Ferrillo, durante il cui governo la città conobbe un periodo di ripresa delle attività di ricostruzione e trasformazione urbana e ripresa delle attività artistiche, oltre che di riedificazione della cattedrale gravemente segnata dal terribile terremoto del 1456. Purtroppo, l’influenza negativa di altre famiglie private, di seguito la portano alla decadenza.
Con l’Unificazione d’Italia divenne sede degli uffici del Registro e delle Imposte dirette.
CENTRO STORICO
Nel corso dei secoli, la parte antica del borgo ha mantenuto intatte le caratteristiche medievali. Dalla particolare struttura compatta, si articola a raggera attorno al dominante Castello longobardo, sede dell’attuale Museo di arte sacra, e della Cattedrale, tra stretti vicoletti e nobili palazzi con portali in pietra. E’ annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”, un vero gioiello della Basilicata.
LA CATTEDRALE e altre Chiese
Edificata a partire dal 1080, su una precedente chiesa paleocristiana, la Cattedrale o Duomo di Santa Maria Assunta con la sua maestosità domina il borgo.

E’ un capolavoro di arte romanica cluniacense, sullo stile dell’Abbazia francese di Cluny. L’imponente facciata è caratterizzata da un grande rosone e da un portale ornato da sculture simboliche. Originariamente era affiancata da due torri campanarie demolite dal terremoto del 1456, come anche gran parte della struttura. Solo una delle due torri è stata poi ricostruita nel 1555, e ancora oggi custodisce all’interno reperti romani.
Al suo fantastico interno custodisce opere di diverse epoche, tra cui importanti opere pittoriche di Antonio Stabile, affreschi medievali, statue settecentesche, una cripta rinascimentale del XVII sec. e, soprattutto, il simulacro e la reliquia del bastone di San Canio Vescovo, Patrono della città.
Particoli interni della Cattedrale
La Cattedrale di Acerenza, è soprannominata la “cattedrale dei misteri”, poiché misteriose leggende raccontano, che la reliquia del “bastone di San Canio” si sarebbe mosso inspiegabilmente e che, inoltre, il “Dracula” della storia, ovvero Maria Balsa discendente della stirpe di Vlad III l’Impalatore, sia sepolta proprio qui
Chiesa dedicata a San Vincenzo Ferrer
Da non perdere è la visita alla Chiesa gentilizia dedicata a San Vincenzo Ferrer, sita nelle vicinanze del Museo Diocesano. San Vincenzo della famiglia dei Gala, fu un religioso e predicatore del Regno di Valencia, dell’ordine dei Domenicani, che si adoperò per la composizione dello scisma d’Occidente. La Chiesetta risale al XVII sec. e si presenta con un sobrio esterno con un piccolo rosone centrale e all’interno con una deliziosa volta a crociera decorata a stucco. La chiesetta venne donata da Mons. Michele Gala dopo la sua morte alla curia arcivescovile insieme alle sue tenute, che dal 2005 contengono anche il Centro di riabilitazione Don Michele Gala della Fondazione Don Gnocchi.
Oltre alla Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio, il cuore del centro storico di Acerenza custodisce altri edifici religiosi, tra cui la Chiesa di Santa Maria del Palazzo, Chiesa di San Lorenzo e Chiesa del Convento di Sant'Antonio che rappresentano grande valore storico e culturale, dettato da architetture artistiche, sepur sobirie, e tesori nascosti.
Diversi altri luoghi di culto sono testimoniati dalle chiesette di campagna che, se pur modeste e senza particolari architetture, sono la testimonianza della profonda devozione locale.
IL CASTELLO
Il Castello di Acerenza
Il Castello è situato nel cuore del centro storico, in Largo Gianturco, e rappresenta uno dei principali poteri storici, oltre che architettonici, della cittadina.
Sebbene gran parte dell'antico maniero sia stata distrutta o modificata, ne resta visibile una torre e le strutture che oggi sono inglobate negli edifici della Curia e della vicina Cattedrale.
L’esterno si presenta con un loggiato a doppio ordine di finestre intervallato da balconi. Di probabile epoca longobarda, di cui tuttavia non esistono notizie certe, nel tempo ha subito diverse modifiche prima di diventare sede del Seminario vescovile e dell'attuale Museo Diocesano.

Quest’ultimo, attivo dal 2007, custodisce materiali archeologici, opere d'arte sacra, statue lignee, reliquiari e oreficeria napoletana.

TORRE DELL’OROLOGIO CIVICO
Costruita nel 1905, è un monumento quadrangolare di circa dieci mt., sito a metà di corso Umberto I, strada principale del centro, nelle vicinanze della Cattedrale. Presenta un raro orologio in pietra bianca con sistema a sei ore, con simboli numerici romani. Nel 1921 venne arricchita con l’apposizione della targa commemorativa in onore dei caduti della Grande Guerra.
PALAZZI NOBILIARI
Tra i palazzi gentilizi si distingue il “Palazzo della Curia Vecchia”, un edificio del Cinquecento, costituito da due piani, con solai articolati in volte in pietra. Molto belli i due portali d’accesso principale, decorati da fregi scolpiti in pietra locale. Fino al 1750 è stato abitato dalle suore. Successivamente all’acquisto da parte dell’arcidiacono Beatrice che ne fece dono all’Arcidiocesi di Acerenza.

MUSEO CONTADINO
E' una vera propria ricostruzione di una casa, modello contadino, una fedele abitazione di tipo tradizionale, nel centro storico di Acerenza.
Conta due vani, abitati fino al 1985, messi a disposizione dai proprietari gratuitamente. Il primo ambiente comprendente la cucina e la stalla, il secondo la camera da letto e il pollaio.
Tutti gli oggetti, sono originali e donati alla struttura museale.
Parco delle Cantine
PARCO DELLE CANTINE
Molto interessante è la visita nel così detto Parco delle Cantine, che si trova sull’area dell’antico circuito murario altomedievale di Acerenza di età pliocenica, compresa tra circa 5,33 e 2,58 milioni di anni fa. Nella parte centrale è possibile ammirare la fontana sorgiva della Pila. Le cantine sono cisterne e pozzi scavati nella roccia che mantengono una costante temperatura e umidità per la presenza di palmenti che, ancora oggi, vengono utilizzate per la lavorazione e lo stoccaggio del vino aglianico.
ECONOMIA E GASTRONOMIA
L'economia di Acerenza, si basa principalmente sulla produzione agricola e l’allevamento. Si può affermare che il borgo coniuga molto bene la valorizzazione del suo ricco patrimonio storico-artistico con un'economia agricola di qualità, che si traduce in una ricca tradizione enogastronomica che trova la sua massima espressione in piatti semplici ma gustosi, e conseguenziale crescente turismo culturale e rurale.
Ad Acerenza non si può fare a meno di gustare un bicchiere di Aglianico del Vulture, dei Vitigni autoctoni a Bacca nera presenti principalmente nelle regioni Basilicata.
Un vino di colore rosso rubino dal profumo delicato di frutti di bosco, con note di vaniglia e legno.
Il territorio regala anche un ottimo olio extravergine d’oliva, una tipica salsiccia a punta di coltello, il pane di semola rimacinata di grano duro e formaggi vari. Altri prodotti tipici sono il peperone crusco, il baccalà e dolci a base di noci e mandorle.
LAGO DI ACERENZA

Il Lago di Acerenza è nato nel 1984 a seguito dello sbarramento del fiume Bradano.
Può essere considerato un gioiello paesaggistico e naturalistico, circondato dalle foreste del Vulture Alto Bradano, dove fare gite in canoa. Rappresenta un punto di incontro con la natura incontaminata, per una pausa rigenerante lontana dal turismo di massa. E’ sicuramente ideale per escursioni e passeggiate in relax, a piedi o in bicicletta, sui sentieri e aree attrezzate dove fermarsi per un pic-nic. L’ecosistema è ricco di flora e fauna tipico dell’Appennino lucano. Nella zona è presente una casa rurale, il “Maglio”, luogo da cui è possibile osservare nibbi reali, sparvieri, falchi pecchiaioli, picchi rossi e upupe. La zona circostante è ricca di cinghiali, gatti selvatici, lontre e volpi.
EVENTI RELIGIOSI E CIVILI

Il Santo Patrono del borgo di Acerenza e dell’Arcidiocesi, è San Canio, Vescovo e Martire e la festività in suo onore, celebrativa anche della traslazione delle reliquie avvenuta nel 1080, hanno luogo il 25 maggio.
È un evento che unisce fede e tradizione, e prevede lo svolgimento di una solenne processione e novene nella Basilica Cattedrale.
I festeggiamenti includono nel centro del borgo musica, con l’esibizione della banda cittadina e spettacoli pirotecnici.
Annualmente, nella metà agosto, il borgo medievale si trasforma in un teatro a cielo aperto, con un Corteo di oltre 200 figuranti in abiti d’epoca Si Tratta di una rievocazione storica, dai “Longobardi ai Normanni-Storia di una Cattedrale”, con i personaggi più importanti degli eventi che portarono alla costruzione della Cattedrale di Acerenza.
Evelina Giordano
Blog “Ovunque Puglia”






































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