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Terlizzi, la "citta dei fiori"

Non c’è crescita senza cultura. Ci vuole cura nel conservare le tradizioni, ma anche nel preservare il presente che diventerà poi storia. Noi rappresentiamo l’attualità, e i traguardi vanno riconosciuti e valorizzati, per poi promuoverne la giusta conoscenza. L’appartenere ad una comunità deve renderci consapevoli ed orgogliosi.

#Terlizzi è un grazioso borgo facente parte della città metropolitana di Bari, in Puglia, e dove è sempre primavera.

È conosciuta, infatti, come “città dei fiori”, in considerazione della florida attività florovivaistica, che rappresenta anche l'economia della cittadina. Sono oltre quattrocento le aziende, e sei milioni i metri quadrati coltivati di tantissime specie di fiori, dai garofani, alle rose, alle mimose e alle ginestre, senza trascurare le tantissime piante. Il nome di Terlizzi deriva dall'evoluzione delle parole latine "inter licius", che significano "terra dei lecci", di cui questo territorio era ricco, addirittura un tempo coperto da immense foreste di lecci. Terlizzi ha tanto da raccontare delle sue origini millenarie e delle sue genti semplici e fortemente amanti della propria terra e delle tradizioni.

Il centro storico si presenta come una antica cittadina medioevale dalle eleganti architetture. Piazze, archi, stemmi araldici, palazzi nobili e torri, in ottimo stato conservativo, tra piccole vie lastricate che convergono verso il cuore del paese. Tra i palazzi signorili colpisce la curiosità il palazzo del barone De Gemmis, nei pressi della chiesa di Santa Maria La Nova, il Palazzo Marinelli in corso Dante Alighieri, e il palazzo Valdura-Schettini in largo Plebiscito, tutti con all’interno stupendi soffitti affrescati.

Sulla piazza centrale di Terlizzi, Piazza Cavour, non passa inosservata l’imponente Torre Normanna, di 37 mt. del XIX sec. E’detta anche “Torre dell’orologio”, in quanto alla sommità è visibile l’edicola campanaria di grande bellezza che, si suppone, sia stata aggiunta in un secondo momento. Di grande rilevanza storica è il Complesso Monastico delle Clarisse, risalente alla fine del 1600 abitato, un tempo, da una madre Badessa, ventidue coriste, due educande e sette converse.

Molti sono gli edifici religiosi che meritano una visita, a cominciare dalla possente Concattedrale di San Michele Arcangelo, o “Duomo della città di Terlizzi”, principale luogo di culto cattolico, di epoca romanica, costruita tra il 1783 e il 1872. Spicca, in via Vittorio Emanuele, Santa Maria La Nova risalente al 1500, e la chiesetta di Santa Lucia in piazza Cavour, nascosta tra il palazzo nobiliare Scalera e l’ex monastero.

Nella Piazza IV Novembre si affaccia l’elegante struttura del Teatro comunale, edificato nel XIX secolo ededicato al musicista terlizzese del ‘700 Vito Giuseppe Millico.

Che la città e le sue istituzioni siano molto attenti allo sviluppo e alla crescita culturale, lo dimostra anche la nascita, nel 2001, del Museo della civiltà Contadina, in cui sono esposti circa tremila oggetti legati al mondo agricolo provenienti dalla realtà contadina dell’800 e del ‘900, che raccontano la vita della popolazione dell’epoca nella sua quotidianità.

A integrazione è stata creata una biblioteca con riviste, quotidiani, giornali, fotografie appartenenti al mondo contadino, da destinate ad attività didattiche scolastiche, a scopo educativo e culturale sugli usi e costumi della tradizione olearia di Terlizzi.

Nella suggestiva frazione di Terlizzi, denominata #Sovereto, si racconta che, intorno all’anno mille, un pastorello bitontino trovò miracolosamente in una piccola grotta, una sacra icona bizantina dell'Odegitria, raffigurante la Vergine nera con il Bambino.

La Madonna nera nei secoli è divenuta patrona della città, e si festeggia due volte all’anno nei mesi di aprile e di agosto. Il profondo culto determinò la costruzione della chiesa prima, e del Santuario poi, luogo frequentatissimo da fedeli in pellegrinaggio.

Nella ricca campagna di Terlizzi è facile incontrare affascinanti “menhir” risalenti, addirittura, a 5000 anni fa. E’ possibile ammirarne quattro, alte oltre 2 metri, lungo l'antica Appia Traiana verso Mariotto. Uno dei più grandi si trova nel parcheggio del nuovo mercato dei fiori di Terlizzi e si tratterebbe del cosiddetto "terzo menhir di Sovereto", altrimenti chiamato "il guerriero".

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