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Mottola, l'antica spia dello Jonio, tra storia e tradizioni.


Su un dolce crinale, circondata dalle “grotte di Dio” e da villaggi scavati nella pietra, appare Mottola, antico borgo medioevale colmo di bellezze naturali ed artistiche. Per la sua posizione geografica è nota come “spia delle Jonio”, o “Balcone della Puglia meridionale, il cui sguardo spazia dal Golfo di Taranto ai monti alti della Sila in un ritaglio di regione jonica. Il territorio occupato è quello tipico della Murgia, ricco di lame e profonde gravine, caratterizzato dalla presenza di rigogliosi e spettacolari boschi di pino, di quercia e macchia mediterranea, con significativa presenza di rosmarino dall’intenso profumo e di orchidee selvatiche. Mottola ha visto frequentazioni umane sin dalla notte dei tempi, come dimostrato dal ritrovamento, nel 1899, di bronzi risalenti all'età del ferro e di numerosi reperti archeologici. La più antica testimonianza archeologica del centro urbano mottolese è costituita dai resti delle mura greche di età ellenistica, riportate alla luce nell'estate del 1995 dalla Sovrintendenza Archeologica di Taranto. Nello stesso anno, alle spalle del Municipio, è stato ritrovato un filare di mura, di fattezza più grossolana, di probabile età bizantina. Nonostante le tante dominazioni straniere e distruzioni nei secoli, Mottola ha mantenuto nei secoli un determinante ruolo politico ed economico, oltre che rilevante funzione ecclesiale come sede vescovile. Il borgo è costruito interamente nella roccia, o tufo locale, e si presenta completamente imbiancato a calce, come un po' tutti i piccoli centri pugliesi. Si sviluppa a gradoni, con scalinate a forma circolare, che conducono in cima al suggestivo centro storico di “Schiavonia”, ex fortezza bizantina.

Candide viuzze lastricate a “chianche” ed eleganti piazzette invitano con gentilezza il visitatore a fermarsi. Abbaglia la Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta del ‘200, nel pieno centro del paese, in raffinato stile romanico pugliese, più volte modificata ed ampliata nel tempo.

Al suo interno è visibile la fonte battesimale e i tre altari dedicati alla Madonna del Rosario, alla Vergine venerata dai polacchi e al Bambin Gesù. Accanto all’edificio religioso si eleva la trecentesca torre campanaria, antecedente alla costruzione della chiesa, nata con funzione difensiva. Sono visibili tre campane dedicate all'Immacolata nel 1777, a Santa Maria nel 1787 e a Sant'Antonio nel 1789. Altre chiese del centro storico che meritano di essere visitate sono la Chiesa del Carmelo e la Chiesa del Rosario. Non passa inosservato il neoclassico e sontuoso Palazzo Municipale, in Piazza XX Settembre, dalle forme molto sobrie ed eleganti, con un sovrastante orologio. Cenni storici fanno riferimento alla sua costruzione tra il 1881 ed il 1887. Si accede attraverso un portone monumentale con ai lati una coppia di colonne doriche e si sviluppa su tre piani, con circa settanta stanze che ospitano gli uffici del Comune, la Biblioteca e il Museo della civiltà rupestre e contadina.

Di grande interesse archeologico, sono i “Villaggi ipogei” di Casalrotto e Petruscio

costituiti da oltre 200 grotte adibite nel passato ad abitazioni, magazzini artigianali e luoghi di preghiera. Il Villaggio rupestre di Casalrotto custodisce diverse chiese,santuari e cripte rupestri, affascinanti esempi di architettura sotterranea di culti greco-bizantina e latina. Fanno parte del complesso “Grotte di Dio” la Chiesa di Santa Margherita patrona delle gestanti, di San Gregorio un vero gioiello d’architettura sacra, e quello dedicato a San Nicola di Myra.

All’interno di quest’ultima sono conservati tre splendidi affreschi che raffigurano il Santo taumaturgo, per la cui bellezza gli è stata attribuito l’appellativo di “Cappella Sistina della civiltà rupestre”. Del villaggio di Petruscio fanno parte tre chiese polacche, e il Del villaggio di Petruscio fanno parte tre chiese polacche, e il Rifugio De Rosa utilizzato nell’800 come rifugio dall’omonimo brigante. Tali luoghi, altamente spirituali, è possibile visitarli affidandosi all’ufficio turistico locale, e alle preposte guide. L’esteso bosco che circonda Mottola, tra il ‘700 e il ‘900, fu interessato da interventi di bonifica delle zone di murgia, particolarmente aspre e rocciose. La trasformazione, proseguì con la suddivisione di appezzamenti, delimitati da muretti a secco e la nascita di numerose aziende rurali, tra “masserie e trulli”, destinate all’agricoltura, che oggi rappresentano elementi di grande rilevanza paesaggistica e culturale. E’ interessante precisare agli amanti del viaggiare a piedi, che Mottola è tappa della Via Ellenica del Cammino Materano e le bellezze del suo passato possono essere ammirate con più attenzione attraverso un turismo lento ed esperienziale. L’economia di Mottola, si basa principalmente sul settore agro-alimentare con le importanti coltivazioni di uva, ulivi, agrumi e ortaggi. Segue l'artigianato d’eccellenza, soprattutto con le attività legate alla lavorazione del legno.

La cittadina non trascura le antiche tradizioni nell’ambito della gastronomia e la cucina locale a base di ottimi prodotti tipici come pasta, olio, prodotti da forno e dal buon vino primitivo. Gli eventi che coinvolgono la vita sociale del borgo sono diversi. Uno su tutti, la festa patronale dedicata in onore di San Tommaso Becket, l’Arcivescovo inglese vissuto nel XII secolo. Viene celebrato nel mese di dicembre, quando il centro storico si anima con celebrazioni religiose, corteo e musica medioevali fortemente legati al territorio, luminarie e mercatini storici di arti e mestieri. Degustazioni, musica ed artigianato accompagnano nel mese di agosto anche la Sagra della carne al fornello, che riporta a vivere l’antico mondo contadino che attira tantissimi turisti.


Evelina Giordano Giornalista/Pubblicista

Blog “Ovunque Puglia”www.ovunquepuglia.com


Articolo pubblicato da "Ovunque Puglia", di Evelina Giordano, su il Quotidiano “L’Edicola del Sud” – di Puglia e Basilicata, in data lunedì 17aprile 2023, nella sezione LA PUGLIA TUTTA PER TE.









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