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Manfredonia e il suo antico "Castello"


Nella Regione Puglia si trovano tantissimi castelli medioevali, oltre trenta sparsi in tutta la regione, spesso avvolti da aloni di mistero dove, spesso, realtà e leggenda si fondono. Fortezze che hanno caratterizzato fortemente il territorio pugliese e che, con la loro storia, riescono a rapirti per accompagnarti in viaggi affascinanti.

Tra i più interessanti e singolari della Regione Puglia, è quello di #Manfredonia. Antico borgo situato a sud del promontorio del #Gargano, Manfredonia conserva ancora il fascino dei tempi di Re Manfredi, suo fondatore nella metà del XIII secolo a cui deve lo stesso nome, ove fece trasferire gli abitanti dell’antica Sipontum, distrutta dalle incursioni dei Saraceni.

Manfredi, figlio naturale dell'imperatore Federico II di Svevia e di Bianca Lancia, ultimo sovrano della dinastia sveva del Regno di Sicilia, nonchè principe di Taranto, nel gennaio del 1256, a ritorno da una battuta di caccia sul Gargano, trovò la città di Siponto distrutta e gli abitanti costretti a vivere in case non più adatte all'uso abitativo, in un'area resa malarica per la presenza di paludi. Decise quindi di ricostruire la città a due miglia più a nord dell'insediamento originario, con l’intento anche di presidiare il territorio dalla favorevole posizione strategica, per via della vicinanza all'Oriente bizantino e, presto, fu artefice anche alla costruzione del Castello Svevo-angioino che inaugurò solennemente, nel 1264, contestualmente alla città di Manfredonia. Re Manfredi visse una vita avventurosa, con atteggiamenti a volte contraddittori, che lo hanno reso un personaggio discusso, ma anche fra i più interessanti del suo secolo. Morì durante la Battaglia di Benevento, per mano delle truppe di Carlo D’Angiò. Il maniero di Manfredonia appare racchiuso in una cinta muraria, formata da cinque torri, a strapiombo sul mare e, un tempo, fungeva da struttura militare con una importante funzione difensiva. In seguito, nelle epoche di dominazione sveva, angioina e aragonese il castello è stato ampliato e ridefinito. Nel corso del XVIII secolo la struttura venne usata come caserma ed il grande bastione a prigione. In epoca non precisa, tra la fine del 1800 e gli inizi del ‘900 l'edificio venne acquistato dal comune di Manfredonia, e utilizzato come orfanotrofio militare. Alla fine degli anni ’60 il castello di Manfredonia viene donato dal comune allo Stato con l’accordo, da parte di quest'ultimo, di istituire al suo interno un Museo.

L’imponente fortezza oggi è un importante e strategico attrattore culturale e turistico, per l’intera Regione Puglia, proprio per la presenza del Museo Nazionale che ospita lo straordinario patrimonio archeologico di tutto il territorio, derivante dalle rovine della città di Siponto, nonché custode delle preziose testimonianze delle antiche popolazioni daunie, sin da epoca neolitica. Chiuso per diversi anni, a seguito di lavori di adeguamento, valorizzazione, e nuovi allestimenti museali ed espositivi finalmente conclusi, il Castello ha di recente riaperto i battenti, consentendo al pubblico di riavvicinarsi ad uno dei monumenti più importanti e noti del territorio della Capitanata.


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