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Le lunghe estati pugliesi e la salsa fatta in casa.

La #Puglia è una terra genuina e tradizionale, conosciuta per i prodotti della terra dal sapore antico e ineguagliabile. La gastronomia pugliese è quella che nasce nelle case semplici e si tramanda attraverso gesti antichi appresi dalle nonne. Rappresenta un patrimonio incomparabile, fatto di piatti appetitosi e genuini, ma anche di storie da condividere, che raccontano a tavola di un passato rurale, come l’antico rito delle lunghe estati pugliesi e della salsa fatta in casa.


La #passatadipomodoro, ovvero la salsa fatta in casa, ottenuta appunto tramite la cottura dei pomodori, per molti pugliesi è un appuntamento immancabile. L’usanza di fare la salsa di pomodoro in Puglia è molto antica, e ancora tramandata da generazioni. Non si è mai interrotta, soprattutto nei piccoli centri, dove resiste alla modernità. E’ ritenuto un vero e proprio rito che, a partire da Ferragosto, prosegue per tutto il mese di settembre. E’ uno dei simboli della nostra civiltà contadina e lo dimostra l’appuntamento fisso di molte famiglie del sud a cui ancora oggi non si sottraggono.









Un tempo bastava poco per sfamare la famiglia e gli ingredienti base erano olio, pane, pasta, formaggi e pomodori, tutti alimenti sani e genuini, e a basso costo, prodotti dagli stessi contadini. Alla preparazione della salsa e delle conserve di pomodoro, amorevolmente custodite come scorta per l’inverno, o addirittura per un intero anno, prendeva parte tutta la famiglia.

Era un rituale tradotto in un piacevole momento di festa, per grandi e piccini, un’occasione per trascorre insieme delle giornate, che avevano inizio alle prime ore dell’alba fino al tramonto. Tutto il lavoro veniva svolto all’aperto utilizzando cortili e piazzette dei paesi dove venivano allestiti fornelli e pentoloni per la bollitura, tra boccacci, vasi, vasetti e bottiglie varie.

Quando le quantità di pomodori erano considerevoli si chiamavano in aiuto gli amici e, in una sorta di catena di montaggio, ogni componente del gruppo aveva un compito ben preciso. A dirigere, solitamente, erano le donne di casa più esperte, la nonna e la mamma, pronte ad impartire gli ordini nelle varie fasi, lavare i pomodori, tagliarli, metterli a bollire, scolarli, passarli, riempire i recipienti. Di solito i piccoli erano destinati a mettere il basilico nelle bottiglie, mentre agli uomini di preparare i fornelli, girare le manovelle degli strumenti per le passate, e tappare col sughero le bottiglie. Una condivisione armonica di chiacchere e risate, tra sapori, profumi e colori che rendevano quei momenti indimenticabili, ancora presenti nei ricordi dei meno giovani.

In molte zone del #Salento la passata di pomodoro è una vera e propria istituzione, poiché non è estate senza la salsa fatta in casa. Non la si compra, ma la si produce ancora seguendo le ricette tramandate che, ancora oggi, fanno della Puglia una delle regioni più interessanti anche dal punto di vista della cucina e dell’ottimo cibo.



La salsa di pomodoro pugliese, o passata che dir si voglia, è utilizzata generalmente per il condimento dei primi piatti, ma può essere utilizzata anche per la preparazione di alcuni secondi, generalmente di carne, e come condimento prezioso e gustoso sulle svariatissime pizze. Non è da dimenticare che il pomodoro è uno dei prodotti genuini inseriti nella tanto decantata dieta mediterranea ed è impensabile farne a meno nell’uso quotidiano.


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