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La "taranta". Folklore, musica e tradizioni salentine.

Tra le regioni più affascinanti della nostra Italia si annovera la #Puglia. Sicuramente è tra le mete più frequentate negli ultimi anni, in particolar modo la zona del Salento che, oltre che per la bellezza delle sue spiagge e del suo mare, è luogo noto per manifestazioni folkloristiche tra cui primeggia “La Notte della Taranta”.


La #taranta è quella tipica , e antichissima, danza popolare che fa parte della cultura pugliese, in particolar modo della terra salentina. Chi ha visitato almeno una volta il #Salento non può non averne sentito parlare o, addirittura, assistito a questa esibizione spettacolare che unisce storia, folklore e musica, e a cui non è possibile restare indifferenti.


Il #tarantismo è attribuito ad un fenomeno storico-religioso che caratterizzò l'Italia meridionale fin dal Medioevo, e in particolare la Puglia.

La “taranta”ha origine da una tradizione culturale, secondo la quale il morso di un ragno, la “tarantola”, molto diffuso nelle zone salentine nei periodi estivi, con il suo veleno provocherebbe crisi isteriche e dolori nel mal capitato, e che solo la musica e il ballo esasperato sarebbero in grado di garantirne la guarigione. In genere le vittime più frequenti di tarantismo erano le donne, perché dedite ai lavori in campagna, di mietitura e raccolti e, più frequentemente, soggette ad essere morsicate dal ragno, manifestando sintomi di malessere generale, quali stati di depressione, malinconia, dolori addominali ed epilessie. Taluni, osservatori più attenti, interpreterebbero questo tipo di “malattia” quale sfogo per una donna in condizioni di sfruttamento e reclusione totale, da ogni punto di vista sociale, e quindi di reazione ai regimi patriarcali di quell’epoca. Questo tipo di condizione rendeva alle donne la vita molto difficile e sacrificata, al punto tale di portarle a gravi stati di depressione.

Non avendo rimedi medici risolutivi del problema, si ricorreva alla “suonata ossessiva”, e alla combinazione di suoni e vibrazioni con diversi strumenti, dalla fisarmonica all’organetto, al tamburello in particolare. I ritmi sfrenati duravano ore, o addirittura molti giorni, fino allo sfinimento. Durante tale lasso di tempo il “pizzicato” danzava, urlava e si dimenava, in preda al delirio e a stati di trance, fino a che tutto il veleno non fosse stato espulso e avesse raggiunto la guarigione. Oggi potrebbe anche essere data una interpretazione più scientifica, secondo la quale giustificherebbe come il ballo convulso, accelerando il battito cardiaco e stimolando abbondante sudore e rilascio di endorfine, favorirebbe l'eliminazione del veleno provocato dal morso del ragno. Le ultime pratiche di “tarantolate” risalirebbero ai primi degli anni ’60, lasciando sicuramente un forte impatto sulla eredità culturale. Infatti i pugliesi, fratelli salentini, sono legatissimi a questa tradizione che continuano a custodire gelosamente, e tramandare attraverso rappresentazioni teatrali e musicali, trasformando la tradizione in arte e teatralità.

La “taranta” è ormai molto nota in Europa e nel mondo, ed è al centro della maggior parte degli eventi. Durante la danza di pizzica o taranta, come vuol meglio definirsi, la donna in movimento e avvolta da gonne ampie, foulard colorati, e porta capelli sciolti per esprimere tutta la sua sensualità e femminilità. E’ ormai puro spettacolo, che include un tipico rito di corteggiamento da parte dell’uomo, il tutto tra passi che rievocano la fuga, l'inseguimento e tante rotazioni. L’evento di taranta divenuto più popolare è #LaNottedellaTaranta, espressione autentica di musica popolare salentina che nasce nel 1998. Nel 2008, su iniziativa della Regione Puglia e dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, ha origine la Fondazione #LaNottedellaTaranta con l’obiettivo primario, attraverso eventi e manifestazioni musicali, di valorizzare e tutelare il territorio salentino, e di promuovere nel mondo la cultura e le tradizioni che lo hanno da sempre caratterizzato.

La Notte della Taranta si svolge ogni anno nel mese di agosto, con un tour itinerante

che parte da #CoriglianodOtranto e fa sosta in numerosi centri salentini, per terminare con il concertone finale di #Melpignano seguito da migliaia di spettatori.

Il concerto vede ogni anno la presenza anche di tantissimi artisti di fama internazionale, con la finalità di mescolare la musica tradizionale locale con gli altri generi e linguaggi che, uniti, creano un concerto unico e diverso di anno in anno. Si auspica che “pizzica e taranta”, simboli inequivocabili della cultura popolare pugliese e salentina, possano presto entrare a far parte dei beni del Patrimonio dell’Umanità dellUnesco.


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