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La straordinaria storia della palazzina barese “Goccia del latte”


Immersa nel verde, " in piazza Umberto I della città di Bari, di fronte al Palazzo dell'Università degli Studi di Bari, è situata la storica palazzina ex "Goccia del latte”, un piccolo gioiello dell'architettura in stile Liberty di inizio 900 di cui vorrei raccontarvi la storia.

Un tempo sede di un bar, il "caffè Umberto", la costruzione risale al 28 settembre 1905 ed è segnata nella storia come luogo di amore e di gesti di solidarietà che segnarono spiritualmente e caritevolmente la città di Bari. Malgrado l'apparente modestia, la struttura merita grande rispetto per l’altissimo valore storico e sociale che si è conquistata nel corso della sua ultracentenaria esistenza e per quel filo invisibile che la lega con i rapporti umani, e alla prima forma di assistenza sociale barese.

Fu sede, infatti, dell’associazione di solidarietà, fondata dalla signora Ave Fornari Clerici nel 1919 che, in tempi di miseria e di grande ignoranza del luogo, si occupava di assistere le gestanti prive di mezzi, e con molti figli, nel decorso della gravidanza. Venivano loro offerti gratuiti e periodici controlli medici, cure e medicine, alimenti e soprattutto, una volta nati i bambini, venivano nutriti da volontarie e generose balie, da qui l’origine del caratteristico nome di "Goccia del latte". Col tempo la sua attività si estese con l'istituzione di asili-nido, scuole, colonie e mense, riscuotendo consensi e stima da parte di tutta la cittadinanza. Alla sua sussistenza contribuirono i commercianti baresi con elargizioni di donazioni, e con l’intervento di numerose dame di carità, e noti medici misero a disposizione le loro professionalità sotto la direzione sanitaria del professor De Vicaris.


La struttura operò per oltre mezzo secolo fino a 12 maggio 1973, ovvero al giorno della morte della sua fondatrice che ne determinò anche la fine di una straordinaria missione. L’edificio fu abbandonato per lunghissimi anni fino a determinarne il totale degrado, tra sporcizia, crescita intorno di vegetazione, caduta di calcinacci e altro. A salvare in qualche modo la struttura e a farla rivivere nei successivi anni, si sono alternate altre associazioni benefiche, svolgendo all'interno le proprie attività. E’ stata definitivamente restaurata nel 2016, dal Comune di Bari proprietario dell’edificio, ed oggi è sede dell'Associazione "Federazione Pugliese Donatori Sangue" – FIDAS, luogo dove i donatori di sangue espletano un servizio di volontariato di altissimo valore sociale.



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