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La città di Cerignola e le "fosse granaie"

La Puglia è ricca di storia e di tradizioni millenarie, e il suo mite clima consente di provare a scoprirla in ogni stagione dell’anno. La Puglia dalla bellezza abbagliante dei muri delle città bianche, di quelle case che ne disegnano l’anima e l’identità più antica, al blu del suo mare, al verde della campagna, ci vorrebbero pagine per raccontarne i profumi e i sapori capaci di sprigionare le emozioni più autentiche e profonde di uno straordinario territorio.

Cerignola è una cittadina in provincia di Foggia, situata presso la valle dell'Ofanto a sud il Tavoliere. È il comune più esteso della regione Puglia e di tutta l'Italia meridionale, terzo in Italia, preceduto solo da Roma e Ravenna. Il cuore antico di Cerignola è il borgo di Terra Vecchia, primitivo insediamento medievale rimasto inalterato nel corso dei secoli, da dove ci si può incamminare tra stradine tortuose e lastricate.

L’ingresso di tale quartiere è segnato dalla Torre dell’Orologio che oggi ospita l'Intendenza di Finanza e l'Ufficio del Registro. Più in là ci si imbatte nella Chiesa Madre, nella quattrocentesca Chiesa di Sant’Agostino e nell’imponente Duomo Tonti, dalle forme gotiche, costruito con lascito ereditario di Paolo Tonti. Numerosi sono i palazzi cittadini di valenza storica, grazie ai numerosi avvicendamenti di popoli e feudatari, alcuni dei quali testimoniano lo sviluppo e la ricchezza raggiunti dalla città nel corso dei secoli, soprattutto nel ‘900. La cittadina ospitò il celebre compositore Pietro Mascagni, dal 1887 al 1892, periodo in cui il M° diresse per tre anni la filarmonica locale e compose quasi la totalità della “cavalleria Rusticana.

Ma Cerignola è un borgo antico caratterizzato anche dalle forti tradizioni contadine di grande valenza archeologica e sociale.

E', infatti, famosa per ospitare sul suo territorio l’ultimo e affascinante esempio di modalità di conservazione di grano e cereali, nota come il “Piano delle Fosse”, o fosse granaie tipiche della Capitanata, ubicate a sud dell'abitato, a pochi passi dalla Chiesa di San Domenico. Se ne contano ancora oltre seicento, e sono l’unica testimonianza superstite, un vero e proprio monumento secolare della vita agricola del luogo. Infatti, l’uso delle fosse interrare per la conservazione del grano è una pratica che risale a tempi molto antichi, e oltremodo diffuse in molti centri della Capitanata, tra cui Manfredonia, San Severo, Lucera, Torremaggiore e altre ancora.

Erano scavate nel piano roccioso e rivestite da quattro mattoni o lastre di pietra. Mediamente profonde 5mt e larghe 4,5mt si presentavano di forma tronco-conica, con una base più larga rispetto all’imboccatura che, a sua volta, era dotata di un cordolo in pietra, di assi di legno e coperta con uno strato di terra in maniera da impedire le infiltrazioni di acqua. Avevano una capacità di circa 500 quintali, ma alcune potevano arrivare a 1100 quintali di capienza. Ogni fossa era segnalata da un pilastrino alto 90 cm sul quale erano incisi un numero progressivo e le iniziali delle famiglie dei proprietari della fossa. Le operazioni di infossamento e recupero del grano richiedeva un’organizzazioni di esperti operai, gli “sfossatori”.

L’infossamento avveniva svuotando i sacchi di grano, trasportati dalle campagne con carretti, direttamente nelle fosse. Per il recupero, invece, ci si accertava, prima di scendere, del necessario ricambio dell’aria e della ottimale presenza di ossigeno, in base alla persistenza della fiamma di una candela. Quindi scendeva un operaio che riempiva poi i cestelli. Per chi vede per la prima volta la “piana delle fosse” gli sembra di essere davanti ad un cimitero all'aperto nel centro cittadino di Cerignola. Invece per Cerignola rappresenta un monumento, un esempio unico al mondo per la conservazione del grano risalente ad oltre un secolo fa.

Suggestivo ed emozionante passeggiare all'interno di una piccola piana che un tempo fu il granaio di Roma e dell'Europa! Il primo documento relativo alla presenza di fosse a Cerignola risale al 1225, ma si tratta di due fosse nel borgo medievale, accanto alla chiesa di S. Pietro. Il primo sicuro è quello riferito alle fosse del Piazzale S. Rocco, che invece risale al 1573. Solo nel 1840 viene approvato "Il Regolamento pel Piano delle fosse di Cerignola" e nel 1972 l’Amministrazione di Cerignola da esecuzione al progetto di sistemazione dell'area delle fosse, al piano di restauro e conservazione, e alla chiusura al traffico della zona, con la sola creazione di percorsi pedonali. Dal 1982 le “fosse granarie di Cerignola”, sono tutelate dalla Sovrintendenza per i Beni Artistici, Archeologici e Storici della Puglia, e riconosciute come reperti di elevata importanza storica.




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