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La Chiesa Russa di San Nicola a Bari.


La Chiesa di San Nicola, di culto ortodosso russo, è situata nel cuore del quartiere Carrassi, in corso Benedetto Croce. La “Chiesa Russa” porta il nome di San Nicola poiché, come tutti sanno, oltre ad essere il Santo amatissimo dal mondo cristiano, è anche un forte simbolo per il mondo orientale e ortodosso.



Per moltissimi anni la Chiesa Russa di Bari, dedicata al San Nicola ortodosso, è stata quasi ignorata dal popolo barese. Nonostante la sua maestosità e la sua importanza fosse sotto gli occhi di tutti, in tanti la ignoravano e in pochi avevano avuto il privilegio di visitarla all’interno.

La Chiesa Russa di Bari, dalle cupole assomiglianti a quelle del Cremlino, rappresenta il ponte con l'est Europa e la sua storia merita assolutamente di essere conosciuta. La prima pietra fu posata il 22 maggio 1913, giorno non affatto casuale. Infatti, nel calendario russo il 22 maggio corrisponde al 9 maggio, ossia il giorno dell’anniversario della traslazione delle reliquie di San Nicola da Myra a Bari.

La Chiesa venne completata nel 1917 e lo zar Nicola II, devotissimo a San Nicola, venne a Bari in pellegrinaggio per visitarla, donando personalmente diecimila rubli. Si può affermare che da subito, dopo la fine costruzione della Chiesa Russa, ebbero inizio i pellegrinaggi dei devoti ortodossi, verso entrambi i due luoghi di culto di San Nicola della città di Bari, la Basilica e la Chiesa Russa, intensificati anche a causa delle molteplici demolizioni di edifici religiosi in Russia, periodo della storica Rivoluzione. Tra il 1917 e il 1920, durante la predetta rivoluzione comunista, iniziò una lunga vertenza fra l’amministrazione comunale barese e le autorità russe per stabilire la proprietà dell’immobile che, in realtà, passò definitivamente al Comune di Bari solo nel 1937.

Il Comune s’impegnò a rispettare la costruzione, riconoscerla come luogo di culto, e ad occuparsi della manutenzione. Una parte dei locali furono anche destinati ad ospizio e alla accoglienza della infanzia abbandonata. Solo nel 1998, a seguito di aperture di vedute, derivanti dal Concilio Vaticano II, e di accordi tra le reciproche istituzioni religiose, in segno di stima e di rispetto verso gli ortodossi, furono permesse le prime celebrazioni delle loro funzioni presso la Basilica di San Nicola, sull’altare della Cripta, sotto cui riposano le ossa del Santo.

Nel 2007, in occasione della visita del presidente russo Vladimir Putin a Bari, furono avviate le prime trattative per la restituzione della Chiesa alla Russia. In realtà le formalità relative alla donazione si sarebbero dovute tenere il 6 dicembre 2008, ma l’improvvisa morte del Patriarca di Mosca, Alessio II, ne bloccò la cerimonia.

Il passaggio del complesso architettonico avvenne poi 1º marzo 2009 alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e del Presidente della Federazione Russa Dmitrij Medvedev. Due Chiese, un Santo, una Città. Così si presenta la Città di Bari oggi nel mondo, o Bar-Grad per il mondo dell’Est, e la Chiesa russa è la conferma di fusione tra la cultura cattolica e quella ortodossa. Quest’ultima, da tantissimi anni, accoglie i pellegrini provenienti da ogni parte della Russia e, nei giorni festivi, viene celebrata la funzione in onore di San Nicola, a cui solitamente anche i cattolici possono assistere.

Migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo, ogni anno, vengono nella città di Bari per onorare il Santo. In particolare, i fedeli russi oltre a visitare e pregare nella sontuosa Basilica barese sita nella città vecchia, si recano anche in Chiesa russa per omaggiare San Nicola secondo il proprio culto e la propria religione. Il Vescovo di Myra durante l’anno vive due momenti di grande intensità e partecipazione: a dicembre, in occasione della sua ricorrenza, e a maggio, in ricordo della traslazione delle sue spoglie e l’arrivo a Bari su una caravella, in quel lontano 1087.

Nel 2017 dalla città di Bari e in tutta la Russa si è vissuto un evento storico straordinario e senza precedenti. Per la prima volta, dopo mille anni di storia, le reliquie di San Nicola il Taumaturgo, ovvero un frammento di 13 centimetri di una costa sinistra, sono state portate in visita nella Federazione Russa, prima a Mosca e poi a San Pietroburgo, per il periodo di un mese.

L’accordo raggiunto durante l’incontro a Cuba tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill di Mosca e di tutte le Russie, ha una grande valenza per l’avvicinamento tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. Un grande gesto di fraternità e un forte segnale per il mondo intero.

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