Il borgo di Pisticci, in Basilicata, anticamente denominato “Pistoicos"
- Evelina Giordano
- 9 nov 2025
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 23 nov 2025

Un borgo della Basilicata in provincia di Matera, tra i più belli d’Italia, è Pisticci immerso in un incantevole paesaggio che unisce morbide alture e meravigliose spiagge della limpida costa ionica. Questa mite perla è meta di turisti, in tutti periodi dell’anno, dove si rifugiano per godere della pace e tranquillità del luogo.
STORIA
Il borgo anticamente era denominato “Pistoicos”, nome antico che deriva dal greco e significa "luogo fedele", e i primi insediamenti abitativi risalgono addirittura al decimo sec. a.C., con le popolazioni degli Enotri e successivamente dei Greci. Dopo la caduta di Taranto da cui dipendeva, Pisticci passò sotto il controllo romano, diventando un importante centro agricolo e, intorno all’anno mille, fu feudo dei Normanni, che lasciarono importanti testimonianze come l'Abbazia del Casale.

Ciò che più ha condizionato lo sviluppo urbanistico della città è stato il susseguirsi nei secoli di eventi franosi che hanno portato non solo alla perdita di vaste porzioni dell'abitato, ma talvolta anche alla nascita di nuovi rioni, come ad esempio il rione “Dirupo” sorto sulle macerie della frana che nel 1688 distrusse buona parte del rione “Casalnuovo".
CENTRO STORICO E I SUOI RIONI

Pisticci raccoglie diversi antichi rioni che lo rende un posto particolare ed unico. Oltre a Rione Dirupo, tra i più caratteristici troviamo Terravecchia, Loreto, Cammarelle, Piro, Municipio, Croci ed altri ancora. Caratteristiche, anche se semplici ma confortevoli, sono le tipiche casette bianche con tetti rossi, dette “Lammie”, che popolano il borgo antico.
LE CHIESE DI PISTICCI
La porta di accesso al centro storico è Piazza San Rocco, nel rione “Terravecchia” dove s’incontra la Chiesa Madre.

Dedicata ai SS. Pietro e Paolo, custodisce la cosiddetta perché un tempo, grazie a un suono particolare e distintivo, fungeva da allarme per richiamare la popolazione a rientrare nel vecchio borgo in caso di pericolo imminente.
Diverse altre Chiese sono di grande interesse per la cittadina di Pisticci, tra cui l’Abbazia Santa Maria La Sanità del Casale.
Conosciuta anche come Santuario dedicato alla Beata Vergine Maria, è stata realizzata probabilmente intorno al 1087, in stile romanico-pugliese, sui ruderi di un antico cenobio di origine
greco-bizantina. Il portale risale al 1200 e all’interno è conservata la statua in legno della Vergine, del XII secolo.

La Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio, nota come "Convento di Santa Maria delle Grazie" è una tra le più importanti Chiese di Pisticci, edificata nel 1492. La facciata è ornata da due portali in pietra e all’interno è custodito il quadro della Vergine Immacolata, opera di maggior pregio della chiesa, mentre sul portone principale si può vedere lo stemma francescano in marmo e su quello secondario lo stemma gentilizio della famiglia dei Cardenas. Fu fondata dal Duca Antonio Tristano e l’attiguo Convento era abitato dai Padri Osservanti. Nella seconda metà dell'800 lo Stato confiscò l’intero immobile per utilizzarlo in seguito per soli scopi civili.

Nel 1948 la chiesa fu affidata a Don Paolo D’Alessandro che si occupò dei lavori di restauro.
Oggi gli ambienti del Convento sono adibiti ad uffici della Pubblica Amministrazione al primo piano, e a pian terreno ad Associazioni.
La Chiesa di San Rocco, oltre al suo valore spirituale, è rilevante dal punto di vista culturale per lo stile architettonico. Progettata negli anni '30 dall'architetto pisticcese Ernesto Angelo Lapadula, celebre per il “Palazzo della Civiltà Italiana”, il cosiddetto “Colosseo Quadrato” all’Eur a Roma, la struttura è stata di recente oggetto di lavori di ristrutturazione e di messa in sicurezza.

Molte sono le chiesette rurali di Pisticci, site in genere nelle campagne, tra cui San Donato, San Gaetano, Santa Croce, tutte meritevoli di una visita.
IL CASTELLO DI SAN BASILIO
Particolare attenzione merita il Castello di San Basilio, sito in collina sulla parte più alta del paese, circondato da uliveti, che racconta più di mille anni di storia. Inizialmente chiamato “Castello dell’Appio” venne costruito dai monaci Basiliani in epoca normanna, donato dalla comunità benedettina Santa Maria del Casale.


La struttura è dominata dalla torre quadrata fatta costruire da re Ruggero I di Sicilia per il controllo degli sbarchi sul Golfo di Taranto. Tuttora sulla terrazza è presente la campana dell’allarme posta in caso d’invasione. Nella seconda metà del XVI secolo, il castello, passò sotto la giurisdizione dei certosini di Padula fino alle leggi sui feudi ecclesiastici. Dopo qualche tempo, venne acquistato dal marchese Ferrante di Ruffano. Oggi è una masseria di proprietà della famiglia nobile Berlingieri, molto ben tenuta e gestita dagli stessi. Il castello è stato scelto come set cinematografico per girare alcune delle scene della serie televisiva “Il commissario Ricciardi”, interpretato dall'attore italiano Lino Guanciale, con la regia di Gianpaolo Tescari.
I PALAZZI STORICI

Nel centro urbano, invece, spiccano per la pregevole fattura diversi palazzi storici, tra cui il Palazzo De Franchi, nel rione Terravecchia, cui si accede attraversando il cinquecentesco portico rinascimentale in pietra bianca con visibile lo stemma nobiliare che reca la data 1768.
Il Palazzotto fu edificato per mano di Pietro e Antonio Laviola tra il 1528 e il 1571, in seguito indicato con il nome di Palazzocchio che oggi ospita un archivio del Cinquecento.
Il Palazzo Rogges, di proprietà di una delle più potenti famiglie nobili di Pisticci, a scopo di investimento fu utilizzato come sede di matrimoni combinati. Inizialmente Cascina, a seguito di importanti ristrutturazioni, fu punto d’incontro di molti personaggi illustri.

In Piazza Plebiscito è sita la Torre dell’Orologio, costruita verso la fine del Settecento accanto al Palazzo Durante della famiglia Latronico.Per volontà dell’Amministrazione comunale nel 2021 nasce il Museo Civico a Pisticci, con lo scopo di offrire alla comunità uno spazio culturale e pubblico attraverso cui conoscere e tramandare uno spaccato di vita rurale della popolazione pisticcese, dal neolitico al medioevo.
Per volontà dell’Amministrazione comunale nel 2021 nasce il Museo Civico a Pisticci, con lo scopo di offrire alla comunità uno spazio culturale e pubblico attraverso cui conoscere e tramandare uno spaccato di vita rurale della popolazione pisticcese, dal neolitico al medioevo. Il Museo è ospitato nelle sale a piano terra dello storico Palazzo Giannantonio, edificato alla fine del ‘600 ed attuale sede comunale.
ZONA ARCHEOLOGICA E LE NECROPOLI
A Pisticci molto interessante è la zona degli scavi archeologici, che si consiglia per una visita in cui, a seguito di una ricerca effettuata dall’Università di Milano negli anni ’70, sono stati rinvenuti i resti della civiltà enotra del IX secolo a.C., e di quella greca. Molti dei reperti sono visibili presso il Museo archeologico di Metaponto.
Pisticci ricorda il “Pittore di Pisticci” che visse intorno al V secolo a.C. In realtà era un ottimo ceramografo che adottò la tecnica della ceramica a figure rosse in Magna Grecia.
IL TURISMO

Negli ultimi tempi la meravigliosa Pisticci è frequentata meta di villeggiatura estiva sia per i lucani che per i pugliesi, con la “Marina di Pisticci” grazie alle bellissime spiagge sabbiose e ben attrezzate, e la presenza di eccellenti locali alla moda. E’ possibile partecipare a corsi di vela, battute di pesca e cavalcate sulla spiaggia al tramonto. Peraltro, Pisticci e i suoi dintorni sono il luogo giusto dove fare passeggiate a piedi immersi nella natura, lungo percorsi naturalistici di grande pregio, tra cui la Riserva Naturale delle Paludi di Colombo. Vengono organizzate anche escursioni a livelli più difficili, con dislivelli, che richiedono però abilità fisiche, come a Fosso La Noce o a Serra Montefinese e altre.
A pochi chilometri dal borgo di Pisticci si trova Craco, il celebre paese fantasma abbandonato dopo una frana negli anni Sessanta. E’ un luogo rimasto sospeso e senza vita utilizzato nel tempo come set cinematografico. Per chi ama esplorare luoghi fuori dal comune, si può visitare in sicurezza con guide specializzate locali che organizzano percorsi turistici per esplorare le sue rovine e ascoltare le leggende del posto.
GASTRONOMIA
La gastronomia a Pisticci è ritenuta "arte culinaria", ricca di sapori autentici e genuini, offre piatti tradizionali che riflettono l’amore per i prodotti locali. I formaggi, gli olii d’oliva, la pasta fatta in casa e le carni locali. Tra le specialità sono i tagliolini con i ceci alle fave con le cicorie, i peperoni cruschi fritti in olio extravergine di oliva, il salsicciotto di carne di maiale, o i fusilli al ferretto conditi con un saporito ragù di carne.

" L’Amaro Lucano", conosciuto in tutto il mondo, nasce proprio nel borgo di Pisticci nel 1894 per passione e mano dell’erboristica del pasticciere Pasquale Vena.

L’essenza, realizzata con più di 30 erbe aromatiche, da 125 anni racconta una storia fatta di tradizioni, arte, cultura, usi e costumi della terra lucana. Piccolo ma molto bello è il "Museo dell’Essenza Lucana" famosa, che è possibile visitare gratuitamente con guide preposte, per apprendere la cultura degli antichi torchi di noce in movimento fino a provare esperienze sensoriali.
CURIOSITA’

L'Artista Vincenzo Mascoli, Pittore e scenografo italiano di arte contemporanea, inserisce nelle sue opere icone e immagini della quotidianità. Tempo addietro ha collaborato con l’Azienda Amaro Lucano dando vita a una speciale edizione limitata della bottiglia, nata da una reinterpretazione tra storia del liquore e immagine originale del marchio, disponibile sull'e-commerce di Amaro Lucano e nei suoi punti vendita fisici.
Evelina Giordano
Giornalista/Pubblicista
Blog “Ovunque Puglia e Basilicata”




















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