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Il borgo "Zollino"nel territorio della Grecìa Salentina


Nelle premesse del gruppo “Ovunque Puglia” è esplicito l’intento di andare a scoprire i borghi meno conosciuti, promuovere e valorizzarne le tante peculiarità, le bellezze e le tradizioni. E’ soprattutto una sfida, attirare l’attenzione, accattivare ed incuriosire i potenziali visitatori con la storia sempre e comunque molto interessante.


Avete mai sentito parlare del borgo #Zollino? E’ un piccolissimo comune della provincia di #Lecce, in #Puglia, che fa parte della Grecìa Salentina, dove ancora oggi si parla ancora il griko. Le sue origini, antichissime, sono molto incerte, anche perché non esistono molti documenti storici che possano raccontarla. Questo territorio probabilmente fu abitato, già nella epoca preistorica, età del bronzo, da parte di popolazioni primitive. Nella zona, infatti, sono presenti alcuni dolmen e menhir che ebbero origine tra il 2000 e il 1000 a.C., precedenti la civiltà messapica. Tra le varie ipotesi c’è chi sostiene che il centro di Zollino sia stato fondato dagli abitanti del casale di Apigliano, abbandonato a causa della scarsa fertilità dei terreni circostanti o, addirittura, a causa di una importante invasione di vipere e serpenti, tanto da essere non più vivibile. Zollino potrebbe essere nato anche per volere di un gruppo di gente proveniente da Soleto, ritenuta una specie di frazione.

La tesi è avvalorata dalla presenza dell’immagine del “sole” sugli stemmi civici di entrambe le cittadine, e sembrerebbe che li accomunasse la volontà di proteggersi vicendevolmente, confortati dalle mura che percorrevano gran parte dei due territori. Nel periodo medioevale la cittadina di Zollino venne inglobata alla contea di Lecce dei normanni di Altavilla. Successivamente, nel 1192 re Tancredi, cedette il casale di Zollino al Cavaliere Berlinghiero Chiaromonte che governò con il titolo di barone. Nel 1384 il feudo zollinese entrò a far parte del Principato di Taranto. Al governo della città seguirono molte altre famiglie fino alla fine del feudalesimo, nel 1806. Nel 1800 gli abitanti erano ridotti ad un esiguo numero, si contavano circa 560 anime. Solo negli anni ‘60 la popolazione incominciò ad incrementare, anche grazie a fenomeni di rientro di emigranti dal centro Europa, dove erano appunto emigrati in cerca di fortuna. Zollino oggi è un borgo ricco di storia, ma anche di chiese e palazzi nel centro storico che meritano di essere ammirati.

Ha moltissimi ed interessanti edifici religiosi, prima fra tutti la Chiesa Madre di Zollino dedicata ai SS. Pietro e Paolo, di epoca bizantina, con all’ingresso lo stemma lapideo di Zollino e accanto la sua torre Campanaria del 1893. All’interno è custodita una tela ad olio del Seicento di cui non si conosce l’autore.

Degne di nota sono la chiesa di S. Anna, edificata nella seconda metà del XVII secolo, situata nell’omonima piazza, la cui facciata presenta quattro grosse nicchie di Santi, e portali preziosamente decorati. L’interno della chiesa è rifinito in stile barocco leccese e comprende un altare e un prezioso fonte battesimale nella sagrestia.

Fuori dall’abitato merita una visita anche la Chiesa della Madonna di Loreto, dedicata alla Vergine, con due altari gemelli del 1800 dedicati a S. Rocco e ai SS. Cosma e Damiano.

Tra i Palazzi storici di spicco è da menzionare il Palazzo Raho, un edificio storico divenuto contenitore culturale. Attualmente ospita, presso i locali della biblioteca comunale, l'esposizione permanente sulla cultura e religione della Grecìa Salentina. Fin dalla preistoria, l’uomo non ha mai potuto fare a meno dell’elemento acqua, non sempre soddisfatto dalla presenza in zona di una falda acquifera. Come in molti borghi nel territorio della #GrecìaSalentina, e quindi anche a Zollino, sono presenti numerosi pozzi o cisterne, ricavate nel terreno naturale, utilizzati per la raccolta di acqua piovana e riserva idrica. Nei tempi passati venivano definiti pozzelle, e hanno continuato a rappresentare per secoli un sistema di approvvigionamento idrico, per gente rimasta isolata, o comunque legata ai modi più antichi di sfruttamento del suolo.

Sono oltre 40 in un territorio circoscritto alla periferia nord-est del paese, recintato e trasformato in parco. La passeggiata per Zollino non può concludersi senza fare un giro in campagna. Una generosa campagna per gli orti dove sono coltivati prodotti tipici e genuini come i piselli e le fave, inseriti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Puglia, per il loro sapore autentico. Alla coltivazione di legumi, si affiancano per l’economia del Paese, quella del tabacco, l'allevamento di bovini da latte e, non in ultimo, l'estrazione e la lavorazione della pietra leccese.


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