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I "Borghi", patrimonio italiano


Viviamo una società di consumi, fatta di abitudini consolidate e di sprechi, quasi obbligati da standard convenzionali e dalle pubblicità che ci martellano, e che per tanti anni ci hanno imposto il turismo di massa, viaggi internazionali che, a tutti i costi comprendessero divertimento e vizi, in terre lontane e che non sempre hanno soddisfatto appieno le nostre esigenze.


Se ad uno straniero domandassimo, quali città d’Italia ha visitato e, soprattutto, quale fra le tante gli fosse rimasta più impressa, sicuramente la risposta sarebbe Roma, Venezia, Firenze, Napoli, Milano e forse Bari, per via di San Nicola conosciuto ed adorato in tutto il mondo cattolico ed ortodosso. Ma senza nulla voler togliere a queste grandi e belle città italiane, in termini d’arte e di cultura oltre che tradizioni, va detto che l’Italia non è solo fatta di grandi città o metropoli, ma molto del suo patrimonio è custodito nei piccoli “Borghi”.

Il Covid, in questo lungo e difficile anno, ci ha fatto riflettere e orientare nella scelta di

Sicuramente, l’emergenza ha portato alla riscoperta della nostra “bella Italia”, dalla montagna, al mare e alla campagna e, secondo statistiche condotte dalla Coldiretti, mentre le grandi città hanno patito la mancanza del turismo internazionale i borghi, da un po'”dimenticati”, sono tornati a popolarsi, se pur per pochi mesi, offrendo ottime soluzioni alternative e per tutti i gusti. Due italiani su tre hanno, infatti, raggiunto “borghi”, fenomeno legato alla curiosità ma anche alla voglia di scoprire le ricchezze del nostro Paese, rivivendo l’opportunità del “buon vivere”.

I Borghi italiani sono tutti belli, e tutti carichi di identità, storia, bellezza e con tante tradizioni tramandate da secoli e da rivivere. Nel corso degli anni, a causa di terremoti o di scelte di vita, soprattutto da parte di giovani in cerca di opportunità economiche e sociali, i borghi hanno sofferto lo spopolamento, arrivando quasi all'abbandono e ora tanti, non tutti, sono lasciati in balia dell’incuria del tempo e nella maggior parte dei casi a rischio di scomparsa. Eppure, sono una parte importante del nostro patrimonio storico e artistico e in Italia se ne contano circa seimila, con una popolazione inferiore ai 5mila abitanti, che rischiano di restare “paesi fantasma” se non riescono a combattere il fenomeno dello spopolamento. Purtroppo, scegliere divivere in un piccolo borgo sarebbe oggi, senza dubbio, un vero atto di coraggio, in quanto i borghi sono ricchi di patrimonio naturalistico, agricolo e culturale ma, è pur vero che, sono poveri di servizi.

Certamente, se ne guadagnerebbe in salute, vivere in una isola felice, avvolti dai silenzi e dalla sana natura ma, analizzando l’altro lato della medaglia, si vivrebbe in balia di tanti disagi legati alla marginalità di servizi pubblici e sanitari, incapacità di intercettare opportunità economiche e di sviluppo istituzionale e sociale. In questo difficile momento storico, l’argomento “borghi” sembrerebbe un vero e proprio “caso di studio” a livello nazionale, ma che non sembra acquisire facili consensi. Di problemi ce ne sono tanti, come quello del lavoro o delle barriere infrastrutturali, ma è vero anche che chi decidesse di affrontare il suo destino in maniera diversa, dovrebbe partire dalle potenzialità di un territorio, scoprire o riscoprire la vita rurale, con la consapevolezza e l’accettazione di un ritorno al passato, ma la certezza di vivere di spazi ampi, di ossigeno e di verde, ovvero di un’ottima qualità di vita fuori dalla città.

Servirebbe una legislazione nazionale capace anche di invertire la demografia e invogliarla a lasciare le città per i borghi, ma anche una burocrazia semplificata che permetta vantaggiosi incentivi per il turismo e l’agricoltura, per comprare agriturismi, bed & breakfast e realizzare strutture innovative. Le istituzioni a livello nazionale e le Regioni a livello locale hanno il dovere di tutelare e valorizzare i patrimoni italiani come “i Borghi”, oltre che sentire l’impegno di promuovere progetti innovativi e sostenibili, strategie per renderli vivibili, per un periodo di vacanza o addirittura diventare luoghi accoglienti per una scelta di vita. I collegamenti permessi dalle ultime tecnologie poi, accorcerebbero le distanze per non sentirsi isolati.

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