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Tra uliveti e vigneti c'è il borgo di "Salve": l'incanto del Capo di Leuca.


Salve, dal nome gentile, è un accogliente borgo in pietra, in provincia di Lecce, che esprime un saluto e, al tempo stesso, invita a vivere le emozioni della sua antica storia. Avvolta da una tranquillità fuori dal tempo, Salve si distingue per l’ospitalità dei cittadini che, con semplicità, trasmettono l’amore per la terra e la passione per le proprie tradizioni.


Le sue origini, e quelle dei primi insediamenti umani che l’hanno abitata, risalgono ad epoche remote. Si parla addirittura di settantamila anni fa, come testimoniato dal ritrovamento di numerosi reperti archeologici, oltre alla presenza sul territorio di monumenti megalitici, quali dolmen e menhir. In particolare, villaggi di epoca messapica e suggestive grotte rupestri tra cui il “villaggio Spigolozzi”, la “Chiusa” abitata ininterrottamente dal 1440 a.C. al sec. 470 d.C., e la “grotta Montani” la riconducono alla preistoria, tra il paleolitico e neolitico.

La denominazione della città “Salve” deriverebbe da tale “Salvius”, un centurione romano che, come racconta una leggenda, l’avrebbe fondata nel 267 a.C. su un terreno a lui toccato con la spartizione delle conquiste di Roma. Tornando ai giorni nostri, una visita nella città di Salve, alla scoperta delle sue affascinanti bellezze, non si dimentica facilmente poiché sono tante le sorprese capaci di rapire i cinque sensi del visitatore, partendo dal vasto patrimonio di tradizioni e dall’artigianato locale, passando poi per gli itinerari archeologici e naturalistici, senza escludere l’enogastronomia e la degustazione di eccellenti prodotti agricoli.

Borgo tra “I Borghi autentici d’Italia” e cittadina dalla innata propensione turistica, Salve si affaccia sul mare Jonio e, grazie ai colori mozzafiato di questo mare, alle spiagge dalla sabbia bianca e finissima e ai caratteristici sentieri tra le dune ricoperti di gigli di mare è definita le “Maldive del Salento”.




Allontanandosi dalle spiagge, le migliaia di turisti che la frequentano da anni possono immergersi in una natura rigogliosa delle campagne, circondate da muretti a secco e disseminate di secolari ulivi, alberi da frutto ed erbe aromatiche, dove è possibile vivere il connubio esperienziale tra arte e tradizione contadina, a cui il territorio resta strettamente legato, oltre che essere ancora oggi principale fonte di sostentamento per la popolazione.

Numerose sono le masserie che per secoli hanno rappresentato, nel Salento e nelle Puglie, un fenomeno di grande importanza sia dal punto di vista economico, che da quello culturale, che conservano ancora oggi le atmosfere di un tempo e costituiscono un patrimonio simbolico della civiltà contadina. Quasi tutte recuperate, e utilizzate come strutture ecosostenibili per fini turistici, possono essere una valida alternativa ai luoghi vacanzieri e frenetici di oggi, facendosi coccolare dai lenti ritmi, fare passeggiate, sport e altre esperienze salutari. Il borgo antico di Salve si snoda attraverso stretti vicoli su cui si affacciano gruppi di case bianche, ma anche palazzi rinascimentali, chiese di epoche medioevali, torri e giardini. Tra i monumenti della città, si consiglia di visitare la Chiesa di San Nicola Magno, Santo patrono della città, al cui interno si possono ammirare le tele del 1600 e l’organo a canne del 1628 annoverato tra i quattro più importanti d’Europa. Degno di nota è anche l’ex Convento dei Cappuccini e la fortezza, il Castello del XIV sec., che resistette nel 1480 ai Turchi e nel 1537 ai corsari algerini.

Tra i palazzi nobiliari si distinguono il palazzo barocco “Ceuli“, ritenuto un simbolo della città di Salve in virtù della elegantissima facciata, il Palazzo De Notaris con la sua torre particolare e il Palazzo Carida-Ramirez, edificio ottocentesco sede dell’Ufficio informazioni Turistiche e la Biblioteca, che custodisce nel suo sotterraneo un trappeto dalle meravigliose volte affrescate.

Va ricordato che al borgo di Salve, e al suo territorio, vengono attribuiti i più antichi trappeti del Salento, luoghi di interesse storico, ipogei con frantoi e fornaci di età romana che sono le “tracce dell'olio e della sua secolare produzione”. Guide specializzate organizzano visite ed escursioni interessanti finalizzate alla scoperta del territorio dalla storia millenaria, in un viaggio tra archeologia e natura. Una chicca che non sfugge alla vista sono le diverse e caratteristiche torri di avvistamento ancora esistenti nel borgo antico e che, intorno al 1500, venivano inglobate ai palazzi signorili come sentinelle per la difesa dalle incursioni saracene.


Evelina Giordano Giornalista/Pubblicista n.13138/ 2009 cell. 328 6155042 Blog “Ovunque Puglia”www.ovunquepuglia.com


Pubblicato da "Ovunque Puglia" di Evelina Giordano, su il Quotidiano “L’Edicola del Sud” – di Puglia e Basilicata. in data 10 ottobre 2022, nella sezione LA PUGLIA TUTTA PER TE.



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