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"Ruvo di Puglia", un viaggio nel tempo della Città d’Arte murgiana

L’origine di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, si perde nella notte di epoche che vanno dal paleolitico al neolitico, dall’età del bronzo a quella del ferro, come testimoniato dai resti di villaggi e da innumerevoli ritrovamenti archeologici. Della sua storia si conosceva molto poco fino alla metà dell’Ottocento, quando dall’agro ruvese sono cominciati ad emergere vasi e numerose monete antiche che hanno reso alla cittadina una collocazione nel panorama storico, in termini di tempo e di spazio. Ruvo è un borgo meraviglioso, che incanta i visitatori per il suo ricco patrimonio artistico e culturale, ereditato dai diversi popoli che l’hanno dominata e, pertanto, considerata una tra le fondamentali tappe turistiche pugliesi.

Il suo centro antico è un vero e proprio tesoro di monumenti, che documentano il suo florido passato tanto da definirla “Città d’Arte”. Una tappa imprescindibile per tutti gli amanti di storia e di archeologia è il “Museo Nazionale Jatta” ubicato nella ottocentesca piazza Giovanni Bovo, noto come uno dei musei più ricchi e più famosi della regione. Il percorso espositivo è articolato al piano terra del Palazzo Jatta, all'interno di quattro sale che custodiscono una prestigiosa collezione archeologica, tutti oggetti ritrovati nel territorio ruvese, in cui immergersi per conoscere l’antica civiltà che ha plasmato le basi della Ruvo odierna.


Più di duemila reperti, tra monete e vasi, dai più semplici a quelli finemente decorati, tra cui il famoso vaso di Talos, opera del cosiddetto “pittore di Talos” e ancora anfore, piatti, bicchieri, coppe, gioielli in pasta vitrea e pezzi di armature.


Gli arredi, dell’affascinante Museo risalente alla prima metà dell’Ottocento, sono rimasti quasi del tutto immutati fino ad oggi, con l’intento di lasciare ancora viva l’immagine e l’atmosfera delle sale impreziosite da vetrine, armadi, colonnine e divanetti in tessuto rosso. Passeggiando nel borgo antico si incontrano i diversi monumenti, sia civili che religiosi, che abbelliscono la cittadina.  

Si consiglia di visitare il rinascimentale palazzo Caputi dotato di sale finemente affrescate, costruito alla fine del ‘500 per volere del nobile Domenico Caputi. Al suo interno ospita il “Museo del libro” e la “Casa comunale della cultura”, che sono soliti organizzare attività didattiche e laboratoriali, convegni ed esposizioni permanenti e temporanee.

Di grande interesse storico ed artistico è la Cattedrale, la Chiesa Matrice dedicata a Santa Maria Assunta. Edificata tra il XII e il XIII sec. sui resti di un'antica chiesa paleocristiana, è uno dei più importanti esempi di romanico pugliese, e rappresenta il cuore della città. Sulla destra, distaccato dalla chiesa, si erge il campanile di 37 mt., originariamente utilizzato come torre di difesa, in seguito come carcere e per ultimo destinato a campanile della Cattedrale. Poco distante si incontra la chiesa di San Domenico, edificata nel 1560 assieme al convento sui ruderi dell’antico monastero di Santa Caterina, in stile tardo barocco. Venne temporaneamente chiusa nel 1809 per adibirla a teatro e poi a caserma. Solo nel 1819 la chiesa venne consacrata e restituita alla città. Altri notevoli edifici sono la Chiesa di San Rocco, costruita nel 1503 in segno di ringraziamento per la fine della pestilenza e la Chiesa di San Giacomo al Corso. 

Elegante e a pianta quadrata si erge nel centro storico la Torre dell’Orologio, costruita nel 1604 e restaurata nel 1870. Imperturbabile, con le sue due pesantissime campane, poste sulla cima, scandisce il tempo della vita quotidiana di questa storica cittadina. Dell’antico Castello “Melodia”, di probabile origine normanna a uso fortezza, oggi rimane solo la torre quadrangolare di “Pilato” e tre corpi più bassi, inglobati nel circuito murario. Ruvo di Puglia non è solo arte e archeologia, ed essendo parte della comunità montana dell'Alta Murgia, è circondato da macchia boschiva ed estesi vigneti e uliveti, in grado di offrire ai visitatori numerosi itinerari naturalistici da percorrere a piedi o in bici.



Molto caratteristici e tutelati per valore storico, sono gli “jazzi” di Ruvo di Puglia, il “Pagliara” e il “Pilella”, quei recinti che un tempo contenevano greggi di pecore, costituiti da muri a secco e da lastre di pietra, oltre una casa rurale per il massaro. 



Di particolare interesse è la Grotta di San Cleto, un'antica cisterna romana che si trova all'interno dell'ipogeo della Chiesa del Purgatorio di Ruvo. Oltre ad approvvigionare di acqua la cittadina, in passato era utilizzata come nascondiglio per i cristiani. Vi si accede scendendo ben 29 gradini, dove all'interno si trova una cripta con la statua di San Cleto e delle fonti battesimali. Diversi sono gli eventi culturali che vengono organizzati durante l’anno dalla comunità ruvese, a cominciare dalla festa patronale che viene celebrata nel mese di febbraio in onore del protettore San Biagio, occasione per degustare piatti e dolci tipici locali. Grande successo ha riscontrato il festival “Luci e Suoni d’Artista”, che dai primi di dicembre si è protratto fino al 31 gennaio. Spettacolari videomapping e installazioni di sculture luminose che hanno decorato le vie, le piazze e i monumenti del nucleo antico, in perfetta armonia con mercatini, spettacoli di artisti di strada, concerti e mostre e la partecipazione di artigiani, associazioni culturali e volontariato sociale.

Un clima festoso del Natale vissuto anche attraverso l’allestimento del Presepe vivente, in Piazza Dante, e il magico suono delle tradizionali zampogne e ciaramelle che hanno accompagnato le migliaia di visitatori attraverso le strade cittadine.

Grande novità per Ruvo quest’anno è stata la pista di pattinaggio sul ghiaccio, un’attrazione per tutte le generazioni allestita in piazza Matteotti. 


Pubblicato da "Ovunque Puglia" di Evelina Giordano, su il Quotidiano on line“Pugliain.net" in data mercoledì 20 marzo 2024




Evelina Giordano

Giornalista/Pubblicista

Blog “Ovunque Puglia”

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