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Manduria, la città del buon "Vino Primitivo".

La Puglia, con il suo territorio e i secoli di storia, è capace di sedurre il mondo. Da sempre si conferma mèta di un turismo naturale, culturale, balneare ed enogastronomico. I segni del passato e delle tradizioni si respirano in ogni suo angolo, in cui vivere esperienze indimenticabili.

Manduria è un borgo antichissimo pugliese situato su una piana, tra le città di Taranto e Brindisi e si estende da un lato nell’entroterra, alle falde delle Murge, per poi proseguire per ben 18 Km. su una fascia costiera ionica. Il suo territorio, attraversato dal fiume Chidro, uno dei più importanti del Salento, è molto fertile, grazie alla sua posizione geografica e al clima temperato del mediterraneo. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Fu fondata dai Messepi diversi secoli avanti Cristo, come testimoniato ancora oggi dalla presenza delle mura megalitiche, di un fossato e della necropoli.

I resti delle mura megalitiche, e tutta l’area della necropoli di Manduria, fanno parte del Parco Archeologico delle Mura Messapiche.

Il nome Manduria deriverebbe da “mandus” che significa "cavalli", poiché i messapi erano abili allevatori, ma il nome potrebbe anche richiamare il nome del mandorlo, ancora oggi simbolo molto caro agli abitanti, tra l’altro riportato sullo stemma della città.

Sicuramente subì diverse dominazioni, tra cui quella dell’ImperoRomano, intorno al 266 a.C., assieme agli altri centri messapici del Salento, come la stessa città di Brindisi. Manduria era attraversata dalla via Traiana Sallentina, strada romana che iniziava dalla via Appia, nei pressi di Taranto, giungeva a Manduria e si dirigeva ad Avetrana, Nardò, Alezio, Ugento per terminare ad Otranto. Manduria fu distrutta più volte nei secoli da Barbari e Saraceni. Rifondata nell’XI sec. con il nome Casalnuovo, perse il suo originario che riconquistò nel 1789, grazie ad un decreto reale di Ferdinando I di Borbone, re delle Due Sicilie. Tra il ’700 e l’800 Manduria era molto frequentata da ogni paese del continente.

Giungevano per la curiosità di conoscere la lunga storia di questo borgo, che parte dai Messapi, attraversa la conquista romana e vede la venuta di Annibale durante la seconda guerra punica. Manduria ha dimostrato di essere una cittadina valorosa che ha conosciuto saccheggi e distruzioni, ma anche la rinascita da cui è ripartita per divenire la città che è oggi. Il suo caratteristico borgo antico si sviluppa tra stradine strette e tortuose, in cui è molto facile perdersi se non si conosce bene il luogo, per giungere nel cuore della triangolare Piazza Giuseppe Garibaldi, dominata dall’imponente nel 1719 sui ruderi del preesistente castello medievale. Recentemente alcuni scavi hanno portato alla luce tombe, vasi e monete che raccontano la millenaria storia della città.

Sono tantissime le Chiese, tra i monumenti principali che si trovano a Manduria, una su tutte la Chiesa Madre costruita tra il XV ed il XVI.

Poco distante, il ghetto ebraico di epoca medioevale, la torre dell'orologio, e numerosi palazzi gentilizi costruiti in vari periodi storici. La sua parte costiera è costellata da torri, nate tutte intorno al ‘500 quando la Puglia era minacciata dai continui assalti dei pirati saraceni, rimaste guardiane del territorio anche quando la minaccia è cessata. Tra le torri più belle sicuramente si deve annoverare la Torre Colimena, che non è prettamente costiera come le altre, ma si affaccia sulla “Riserva Naturale Regionale Orientata del Litorale Tarantino” costruita per salvaguardare la Salina dei Monaci benedettini di San Lorenzo.

Per una superficie di circa 2,7 Km, la salina è circondata da dune e offre ai visitatori un panorama mozzafiato, lo spettacolo straordinario dei fenicotteri rosa, e altrettante straordinarietà di fauna e flora tipiche della macchia mediterranea.

Una piccola frazione che dista circa dieci km da Manduria, è San Pietro in Bevagna, luogo dove si svolge prettamente il turismo balneare, dalla sabbia fine, acque cristalline e invidiabili tramonti estivi.

Manduria è famosa da sempre in Italia, ma anche nel mondo, per la produzione del vino Primitivo e dell’olio, grazie alla coltivazione di pregiati vigneti e oliveti. L’ottocentesca sede del Consorzio Produttori Vini, ospita il Museo della Civiltà del Vino Primitivo e della civiltà contadina.

All’interno del museo sono esposti oggetti di vita quotidiana utilizzati nelle case e attrezzi specifici quali torchi, utilizzati per la vinificazione.







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