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Manduria antica s’adagia alle falde delle Murge. Il Primitivo è il suo tesoro.


La Puglia, terra del sole e culla di civiltà antiche, si conferma una tra le regioni italiane con un alto potenziale turistico. Quei piccoli borghi dal carattere semplice ma altrettanto accattivante, l’hanno resa mèta ambita per coloro che sanno apprezzare la natura, la storia, la cultura e le tradizioni da scoprire. Un’avventura fantastica la si può vivere appieno nella antichissima Manduria, situata su una piana alle falde delle Murge, tra le città di Taranto e di Brindisi. Dal clima temperato e dal territorio fertile, il borgo di Manduria è noto per la coltivazione della vite del “primitivo”, definito “l’oro di Manduria” che accompagna i pasti dei pugliesi, e non solo, da secoli. Le sue origini si perdono nella notte della preistoria e sono veramente tante le leggende che la riguardano. Il primo centro abitato è attribuito ai Messapi provenienti dalla Illiria, l’attuale Albania, diversi secoli a.C., come testimoniato dai resti delle mura megalitiche, di un fossato e della necropoli che fanno parte del “Parco Archeologico delle Mura Messapiche”. Il nome Manduria deriverebbe da “mandus (cavalli) poiché i messapi, abili agricoltori, erano conosciuti anche come allevatori di cavalli. Il nome potrebbe anche riferirsi al “mandorlo raffigurato sullo stemma della città. Intorno al 266 a.C. Manduria, dopo Brindisi, entrò a far parte dei centri messapici del Salento dominati dall’Impero Romano. Distrutta nei secoli dai Saraceni, la città venne rifondata nell’XI sec. come “Casalnuovo, e il suo antico nome le fu restituito con regio decreto solo nel 1789 dal Re delle due Sicilie, Ferdinando I di Borbone. Camminare per la città vecchia di Manduria significa immergersi in secoli di storia. Si sviluppa tra stradine strette e tortuose, in cui è molto facile perdersi se non la si conosce bene.

Piazza Garibaldi è il cuore della cittadina, dalla particolare forma triangolare, dove è possibile ammirare “Palazzo Imperiali edificato nel 1719 sui ruderi del preesistente castello medievale. Di fronte si trova il Municipio di Manduria, sede della Biblioteca comunale “Marco Gatti” fondata nel 1898, che vanta oltre 30.000 opere tra volumi, manoscritti e numerose edizioni del ‘500. Sono tantissime le Chiese di Manduria, una su tutte la maestosa Chiesa Madre (Duomo o Cattedrale), eccezionale esempio di arte gotico-romana, costruita tra il XV ed il XVI su un precedente edificio di culto medioevale. Percorrendo via XX Settembre troviamo la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, dallo stile barocco e dalla stupenda cupola decorata con maioliche colorate. Non poco lontano, si raggiunge il suggestivo quartiere Ebraico, detto “Giudecca o ghetto”. Delimitato da due archi, il piccolo quartiere si sviluppa tra strade strette e piccole case dagli alti gradini in tufo bianco. Un tempo era abitato da ebrei, popolazione diffusa un po' in tutta la Puglia del medioevo, costretti dagli abitanti nativi a isolarsi. Si racconta, infatti, che le autorità locali dell’epoca, alle ore 24 di ogni sera, serravano a chiave le porte per riaprirle solo al sorgere del sole. Sempre nel centro storico di Manduria possiamo ammirare la Torre dell’Orologio, realizzata alla fine del XIX secolo nel quartiere “Porticella” e numerosi palazzi gentilizi costruiti in vari periodi storici. La cittadina ospita anche molti Conventi, in particolare quello delle “Servite”, attuale sede del Museo Civico. In Piazza Vitt. Emanuele si trova un monumento dedicato alla fede, il “Calvario”, rappresentazione di alcune scene della Passione di Cristo realizzata, con un gran numero di conchiglie e cocci di ceramica variopinta, dall’artista Giuseppe Renato Greco.

La parte costiera di Manduria è costellata da torri del ‘500, periodo in cui la Puglia era minacciata dai continui assalti dei pirati saraceni. Tra le più note e più belle sicuramente si annovera “Torre Colimena”, che non è prettamente costiera come le altre, ma si affaccia sulla “Riserva Naturale Regionale Orientata del Litorale Tarantino”, a tutela della Salina dei Monaci benedettini di San Lorenzo.

La salina è circondata da dune, e offre ai visitatori un panorama mozzafiato, dallo spettacolo straordinario dei fenicotteri rosa, alle straordinarie fauna e flora. Una piccola frazione poco distante da Manduria è San Pietro in Bevagna, luogo di turismo balneare dalla sabbia dorata, acque cristalline e invidiabili tramonti. Nel suo fondale si trova il più grande giacimento archeologico sottomarino della zona, che comprende sarcofaghi e opere in marmo pesantissime, inabissatesi nel III sec. d.C. Un ultimo posto speciale, dove fiume e mare convergono, è la “Foce del Chidro” il fiume più importante del Salento lungo 10 km che, oltre ad essere un Sito di Importanza Comunitaria, fa parte della “Riserva Naturale del Litorale Tarantino Orientale”. Come già accennato in precedenza, Manduria è famosa per la produzione del vino Primitivo doc e dell’olio, grazie alla coltivazione di pregiati vigneti e oliveti, fonti primarie della sua economia.

Un’ultima curiosità: è possibile fare un viaggio attraverso la tradizione e la storia del Primitivo di Manduria. Un coinvolgente percorso che va dalla coltivazione della vite alla produzione del vino, nell’ottocentesca sede del Consorzio Produttori Vino, dove ha sede il “Museo della Civiltà Contadina”.




Evelina Giordano Giornalista/Pubblicista n.13138/ 2009 cell. 328 6155042 Blog “Ovunque Puglia”www.ovunquepuglia.com


Pubblicato da "Ovunque Puglia" di Evelina Giordano, su il Quotidiano “L’Edicola del Sud” – di Puglia e Basilicata. in data 9 gennaio 2023, nella sezione LA PUGLIA TUTTA PER TE.







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