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"Giurdignano", a spasso per il Giardino megalitico del Salento

La terra di Puglia nasconde tantissimi segreti, che si perdono nella notte dei tempi. Storia millenaria dell’uomo raccontata attraverso giganti di pietra, quali Menhir e Dolmen, monumenti megalitici spesso avvolti da curiosità e misteri delle tradizioni popolari.  I resti di una necropoli di età imperiale del II-III sec. d.C. rinvenuta in località Cantalupi, raccontano le origini antichissime del borgo di Giurdignano, un minuscolo ed incantevole paesino del Salento a pochi km da Lecce. 

Abitato fin dall’età del bronzo, è un territorio intriso di storia con la più alta concentrazione di tali “pietre antiche”, tanto da essere denominato “Giardino megalitico d’Italia”.

Splendido esempio archeologico è la cripta di San Salvatore, un ipogeo scavato nel tufo e interamente decorato da affreschi che risale ai secoli quando la Terra d’Otranto era bizantina e parlava greco. Molto particolare il soffitto, caratterizzato da volte scolpite in maniera tale da simulare una cupola con croce greca. Inizialmente il luogo era dedicato a San Rocco, patrono del paese che, secondo la tradizione, salvò Giurdignano dalla peste del Seicento. Il centro storico del borgo di Giurdignano è ricco di architetture di origine romanica e medievale, che ci raccontano il suo interessante e lungo passato. Un'epigrafe greca trovata sopra una tomba nelle vicinanze del paese testimonia che Giurdignano era feudo della città di Otranto, utilizzato come quartiere militare da soldati dell’esercito romano, in particolare dove passavano l’inverno.

Merita una visita la Chiesa Matrice il cui interno presenta un esuberante stile barocco negli arredi e stucchi. Sono custodite importanti tele raffiguranti la Madonna del Rosario attribuita a Giandomenico Catalano, l'Immacolata Concezione di Oronzo Tiso e il sant'Antonio da Padova del pittore ruffanese Saverio Lillo. In Piazza Municipio svetta, sobria ed elegante, la Colonna di San Rocco, risalente al XVIII secolo. Dopo la presa d’Otranto da parte dei Turchi, nel 1480, Giurdignano venne fortificata con particolari edifici, tra cui il Palazzo Baronale, circondato da un fossato per contrastare le incursioni piratesche. Terminato agli inizi del XVIII secolo, passò attraverso l’alternanza di diverse proprietà feudali, come le famiglie degli Orsini del Balzo e gli Alfarano Capece, ultimi in ordine di tempo. Attualmente la struttura appartiene al Comune.

A due km. da Giurdignano si può ammirare l’Abbazia di Centoporte, o di quel che resta. Così chiamata per le numerose aperture visibili ancora sulle sue rovine, studi recenti fanno però prevalere l’ipotesi che la struttura religiosa non sia mai stata completata e, comunque appartenuta dapprima ai monaci basiliani e in seguito ai benedettini.  Sita lungo la via che porta ad Alimini, rimane visibile solo una parte dell’abside, costruita con massi di pietra locale e tratti dei muri perimetrali, ma conserva il fascino intatto di un tempo. Una serie di indizi suggeriscono che fosse dedicata ai Santi Medici, Cosma e Damiano, particolarmente venerati dai cittadini. La costellazione dei megaliti giurdignanesi, posti sia nell'abitato che nelle campagne, è davvero uno spettacolo incredibile che ogni anno attira numerosi turisti nazionali e stranieri. Se ne contano addirittura 19 sparsi in tutto il territorio di Giurdignano, molti con altezze anche superiori ai venti metri, visibili anche di notte, grazie all’illuminazione.

All’ingresso di Giurdignano svetta un menhir alto più di due metri, dedicato a San Paolo, con affreschi di Maria e degli apostoli Pietro e Paolo. Al di sotto del menhir si trova una piccolissima cripta con un originale affresco, una tela di ragno dipinta, testimonianza del legame tra San Paolo ed il fenomeno esorcistico delle “tarantolate”, di cui è protettore. Di grande importanza storica è anche il menhir San Vincenzo, di oltre 3 metri e mezzo. Anche i “dolmen” sono ampiamente rappresentati in questa zona. Si tratta di antiche tombe costituite da due pietre verticali sulle quali poggia un architrave orizzontale. Tra i più famosi di Giurdignano sono sicuramente i “dolmen Grassi”, due strutture contrapposte, di cui solo una ancora in buono stato. Stupefacente è anche “dolmen Chiancuse, una tomba ormai crollata su sé stessa, ma che in origine era molto grande.

Dal non trascurare la visita alla affascinante necropoli di età imperiale risalente al II o III secolo d.C. e al “frantoio ipogeo” che tra l’anno Mille e fino ai primi del ‘900 era fonte di grandi ricchezze, come un po' tutti i frantoi salentini. L’olio infatti non era solo il re dei condimenti, ma veniva utilizzato per tenere vive le lampade nelle case borghesi e i sontuosi candelabri dei palazzi e delle regge nobiliari. Pare che dai sottoprodotti della torchiatura nei frantoi salentini nacque anche il celebre “sapone di Marsiglia”. A Giurdignano non ci si nutre solo d’arte. Il borgo vive di un'economia essenzialmente agricola, basata sulla coltivazione dell'ulivo e del grano e sono frequenti le iniziative nell’ambito di degustazione di prodotti locali e prelibatezze di ogni genere, tipiche salentine. Feste tradizionali, patronali e sagre enogastronomiche, ma anche escursioni archeologiche e passeggiate nei dintorni, possono essere l’occasione per organizzare una visita presso il borgo di Giurdignano.

Ogni anno, tra il 18 e il 19 marzo, si celebra un antichissimo rito, conosciuto come le “Tavole di San Giuseppe”, veri e propri pranzi offerti in onore del Santo come voto o richiesta di grazia. Devozione e folklore coinvolgono tutto il paese in attesa che arrivi la Pasqua e la Primavera. Grandi mense ricoperte con bianche tovaglie finemente ricamate, dove poggiano pane, finocchi, arance e altre pietanze, tra cui il pesce, simbolo del miracolo della moltiplicazione. San Rocco viene celebrato il 17 agosto. La Piazza principale e le strade del paese, per l’occasione, vengono addobbate con le caratteristiche luminarie, e vivacizzate con musica, mercatini e fuochi d’artificio.


Pubblicato da "Ovunque Puglia" di Evelina Giordano, su il Quotidiano on line“Pugliain.net" in data domenica 10 marzo 2024


 

Evelina Giordano

Giornalista/Pubblicista

Blog “Ovunque Puglia”

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